“Da circa vent’anni il Coordinamento Asti Est si occupa di problematiche sociali, prevalentemente legate al diritto all’abitare. L’Associazione ha accompagnato in città quattro “occupazioni” (con circa 50 famiglie) e gestisce uno “sportello di segretariato sociale” con sede in Praia. Per i militanti dell’Associazione, queste pratiche sociali hanno avuto il prezzo di un buon numero di denunce e diversi processi tuttora in corso. Non ce ne lamentiamo. Portiamo avanti il nostro impegno con la calma tranquilla di chi fa la cosa giusta. Ad interrompere la routine fatta di picchetti antisfratti, occupazioni, presidi e volantinaggi c’è adesso la vicenda giudiziaria che vede l’ex presidente dell’Atc indagato per peculato (si parla di un cifra vicina ai 10 milioni di euro). Ha tutti i beni sottoposti a sequestro, ma di gran parte del maltolto non si conosce l’uso e nemmeno la destinazione. Perché sia fatta luce e gli inquilini dell’Atc siano risarciti, l’associazione ha tentato di costituirsi parte civile ma il suo sforzo e’ stato vanificato dalla scelta dei legali dell’ex presidente di percorrere la strada del patteggiamento. Per la stessa ragione sono state escluse tutte le altre parti civili. Allo stato dei fatti le parti escluse potranno intentare una causa civile contro l’ex direttore dell’Atc ed altri eventuali personaggi ritenuti corresponsabili del danno ricevuto. Il 20 novembre il giudice valuterà la proposta di patteggiamento a 4 anni di reclusione presentata congiuntamente dalla difesa e dal Procuratore della Repubblica. Tale proposta comporterebbe, secondo le informazioni giornalistiche, il recupero di circa un terzo del maltolto. Il giudice potrà confermare il patteggiamento oppure ritenere la pena «non congrua» e ordinare il processo. La conferma del patteggiamento, se ci sarà, non sarà certo fatta in nostro nome. Gli obbiettivi che il Coordinamento Asti Est si è posto tentando di costituirsi parte civile (e che ribadirà insieme al suo orientamento in eventuali nuove manifestazioni pubbliche), sono i seguenti: ottenere il recupero la maggior parte del maltolto e destinarlo alla manutenzione degli stabili ATC, ai fondi a favore degli assegnatari morosi incolpevoli e delle famiglie in emergenza abitativa e sotto sfratto; mettere in luce le complicità di cui ha goduto l’ex direttore dell’Atc dal 2004 ad oggi; ottenere le dimissioni dell’intero consiglio di amministrazione dell’Atc e l’inserimento nello stesso consiglio di rappresentanti degli assegnatari e dei cittadini a cui viene negato o minacciato il diritto ad abitare. Alcune note di carattere generale sull’intera vicenda. E’ bene contestualizzare le circostanze in cui si manifestano certi reati. L’esperienza insegna che più piccolo è il contesto, più grande è l’alone di omertà che si crea attorno al reato. Questa vicenda dell’Atc, come molte altre (EXPO), è ricca di personaggi che sono pronti a trasformare la complessa trasversalità del loro impegno (istituzioni, imprese di vario genere, enti pubblici e privati), in occasione di malaffare. Di corrotti ne è piena la penisola e i processi in cui sono coinvolti scoprono imprevedibili amicizie e rapporti di potere. Ci consideriamo risolutamente dall’altra parte. Dalla parte di chi afferma diritti sociali e ragioni di vita, disobbedendo se necessario alla “legge e all’ordine” dei poteri di turno”. Luca Squillia, Giacinto Ratti e Carlo Sottile per il Coordinamento Asti Est
Caso Atc. Sel Asti: “L’unico percorso giudiziario corretto è quello della celebrazione di un pubblico dibattimento”
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