La seconda domenica di settembre ha un solo significato nella cultura astigiana da 41 anni a questa parte. Piazza campo del Palio si trasforma nel palcoscenico della “più vera rappresentazione di vita contadina”, dove vino e cucina d’eccellenza creano un connubio che identifica inequivocabilmente Asti nel mondo: signori e signore, ecco a voi il Festival delle Sagre. E se tutto questo diventasse solo un ricordo? Non è l’inizio di un “film horror” ma il rischio concreto che viene dichiarato urbi et orbi da Mario Sacco, presidente della Camera di Commercio di Asti che è l’ente promotore di Sagre e Douja d’Or. Le ragioni vanno ricercate nel taglio del diritto annuale imposto dal Governo nell’ultima Legge di Stabilità : con le nuove disposizioni la tassa pagata dalle imprese per l’iscrizione al registro nazionale gestito dal sistema camerale diminuisce del 35% a partire dal 2015 e, salvo modifiche dell’ultima ora, progredire al 40% nel 2016 fino al 50% nel 2017. Una mannaia sul gettito dell’ente che in mancanza di risorse è già stato costretto a cancellare dal calendario di eventi per la promozione del territorio il Festival delle Sagre Invernali e la Fiera dei Vini della Luna di Marzo. “Rinunciare alle due manifestazioni è una decisione sofferta ma inevitabile” è l’amaro commento di Sacco, nonostante entrambe le kermesse (ospitate nei padiglioni dell’Enofila) abbiano contribuito a richiamare turisti in città nei mesi di febbraio e marzo. Addio a migliaia di porzioni di piatti tipici e degustazioni dei migliori vini del nostro territorio. Il piatto forte, per restare in tema culinario, restano però le sagre settembrine e la loro possibile cancellazione ha già sollevato i malumori degli astigiani nei social network: “Sono senza parole”, “Vergogna, già la nostra città è una noia mortale, ancora togliete le feste più belle che portano allegria” sono solo alcuni tra i commenti più ricorrenti su Facebook e c’è pure chi fa confusione e se la prende con l’amministrazione Brignolo: “Con tutti i soldi buttati da questo Comune avremmo fatto le sagre per i prossimi 100 anni”, sebbene come chiarito in precedenza il Festival delle Sagre sia un’iniziativa finanziata e gestita dalla Camera di Commercio. La notizia ha scioccato anche il mondo della politica e nelle parole di Mariangela Cotto, consigliere comunale e anima della pro loco di San Marzanotto, si legge tutto lo sgomento: “Parlare di cancellazione del Festival delle Sagre è un danno d’immagine che non ci possiamo permettere: la manifestazione si deve fare, a tutti i costi, è impensabile rinunciare a un pezzo così importante della nostra cultura contadina”. La riduzione dei costi è l’aspetto cardine della discussione, Sacco ha già aperto un tavolo di confronto con le pro loco per rivedere i meccanismi di partecipazione e lanciato un appello agli enti locali e ai privati: “Apriremo un bando per individuare sponsor privati, dentro e fuori i confini della provincia. Ci auguriamo che tutti siano disponibili a fare la loro parte per continuare a mantenere accesi i riflettori sull’Astigiano”. Una delle voci che maggiormente incide sul budget delle Sagre è sicuramente la pulizia di piazza del Palio, “tappezzata” di piatti e bicchieri a conclusione dell’evento. La Cotto suggerisce l’impiego di volontari delle pro loco per mantenere decoroso lo spazio attiguo alle famose casette, andando così a ridurre la mole di lavoro svolta dall’Asp. La battagliera consigliere comunale approfitta dell’occasione per ricordare anche le numerose polemiche che accompagnarono l’introduzione del Festival delle Sagre Invernali. Molti ristoratori lamentarono che la manifestazione andava ad influire negativamente sull’afflusso di clienti: “Come mai i ristoranti non propongono un piatto unico? Prendo come esempio il Bagna Cauda Day – spiega la Cotto – sarebbe importante che si valorizzasse la nostra tradizione culinaria. Abbiamo tanto discusso della “Porta del Monferrato” (polo commerciale che sarebbe dovuto sorgere tra l’autostrada A21 e la tangenziale Est, n.d.R.) e ora in corso Alessandria abbiamo un maxi ristorante di cucina giapponese (“Alla Piazza”) che attira ogni giorno centinaia di clienti. Tutto questo fa riflettere”. La battaglia per la salvaguardia delle Sagre è solo agli inizi e la Cotto non risparmia energie anche per un altro fronte “caldo”, quello dell’approvazione del bilancio 2015 che prevede tagli alla spesa per 7 milioni di euro. “Ho già richiesto al Sindaco di convocare gli Stati Generali per discutere, settore per settore, tutte le voci che potrebbero essere razionalizzate per non andare a toccare i servizi destinati ai cittadini”. Fabio Ruffinengo
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