Il sogno nel cassetto resta il Museo della storia del lavoro: il futuro dirà se l’idea si potrà realizzare. Nel frattempo l’Israt, nel 70° anniversario della Liberazione, condensa nella mostra “Archivi ritrovati”, che si aprirà domani a Palazzo Ottolenghi, la lunga attività della Camera del lavoro astigiana, riproducendo documenti che spaziano tra il 1887 e il 2012. Sono le stesse carte che compongono il ricco archivio storico della Cgil da tre anni custodito all’Israt (e continuamente alimentato da altri materiali), dove mani pazienti si sono occupate di riordinarle. Quelle stesse mani appartengono ai curatori della mostra: Franca Pavanelli, Francesco Villata, Aldo Vigna affiancati da Nicoletta Fasano e Mario Renosio per l’Istrat, mentre Luciano Rosso ha curato la parte grafica. In venti pannelli e in alcune bacheche si evidenzia la parte storica e organizzativa del sindacato in realtà produttive come Way-Assauto, Vetreria, Ib-Mei, Saclà, ma anche nel settore della scuola o a contatto con i pensionati. Si ripercorre l’attività a tutela della salute dei lavoratori e si offrono in visione fotografie inedite, come quelle della grande manifestazione del 1° maggio 1945 in una piazza San Secondo strapiena: “La prima manifestazione libera dell’Italia antifascista” sottolinea Renosio. Una parte della documentazione è stata raccolta e catalogata con cura da Luigi Giulio Grandi e donata dalla sua famiglia per continuare a “fare memoria”. Ma le carte non raccontano “solo” vertenze, lotte, rivendicazioni, storie e memorie del movimento operaio astigiano “a testimonianza del desiderio di rendere il mondo più giusto”, per dirla con le parole di Franca Pavanelli: ci sono documenti che toccano la corde del cuore. “Come quello del 1887 – indica Francesco Villata – che attesta l’acquisto della prima sede Cgil da parte di un gruppo di persone o l’ammonizione di Tino Ombra, scritta di suo pugno, a ‘fare attenzione perché i fascisti non riescano a portare dalla loro parte gli operai’”. La mostra resterà aperta, con ingresso libero, fino al 12 maggio (dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19, festivi compresi) grazie alla disponibilità di volontari e militanti della Cgil; poi sarà a disposizione per essere esposta in altri luoghi. “E dal 1° settembre – dice Mario Amerio, responsabile dell’Archivio storico Cgil – le carte conservate all’Israt potranno essere consultate da chiunque, non solo dagli studiosi”. Questa iniziativa, come la mostra “Archivi ritrovati”, ricorda il segretario provinciale della Cgil Giovanni Prezioso, danno forma alla convenzione firmata nel 2012 tra la Camera del lavoro e l’Israt che prevedeva non solo il riordino delle carte, ma anche la loro divulgazione e valorizzazione. L’esposizione aprirà ufficialmente al pubblico domani con una visita guidata alle 18. Alle 16, nella Sala conferenze di Palazzo Mazzetti, si terrà invece un incontro di presentazione alla mostra. L’incontro, presieduto da Prezioso, comprenderà tra l’altro la proiezione di un filmato e la performance di due attori sulla ricostruzione della Cgil astigiana dopo la Liberazione. Mario Renosio, in apertura dei lavori, si soffermerà sul significato di “Archivi ritrovati”, illustrando l’importanza della documentazione sulla storia del sindacato e della Cgil. Seguirà l’intervento di Mario Amerio, responsabile dell’Archivio Cgil. Chiusura di Elisa Castellano, direttrice Archivi Cgil della Fondazione Nazionale Di Vittorio. Ingresso libero.
Archivi ritrovati in mostra a palazzo Ottolenghi
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