Facendo seguito al primo sopralluogo effettuato martedì 9 giugno da parte del tavolo tecnico istituito dalla Provincia di Asti nei comuni di Vesime, Calosso, Castelboglione e Maranzana, si è svolto giovedì 11 giugno il secondo ed ultimo sopralluogo ai restanti due casi studio di dissesto geo-idrologico individuati nel comuni di San Martino Alfieri e Montemagno. Ai sopralluoghi, organizzati dal settore viabilità della Provincia di Asti, hanno preso parte i componenti del Tavolo tecnico, designati dai rispettivi Ordini e Collegi professionali e nello specifico: in rappresentanza degli ingegneri Riccardo Palma, degli architetti Vittorio Fiore, dei geologi Duccio Platone, degli agronomi Ernesto Doglio Cotto, Davide Deioanni e Marco Allasia, per i geometri Donatella Curletto, Flavio Smaniotto e Sergio Porrato e per i periti agrari Salvatore Giacoppo. L’importanza del tema del dissesto del territorio ha trovato un forte riscontro di interesse anche da parte degli amministratori e tecnici comunali dei siti presi in esame, come “casi studio”. Si segnala, al riguardo, la partecipazione ai sopralluoghi delle due aree di dissesto a livello comunale da parte dei Sindaci di San Martino Alfieri, Andrea Gamba e di Montemagno Claudio Gotta. L’approccio fortemente interdisciplinare nell’esame delle problematiche del dissesto dei due casi studio ha trovato una proficua elaborazione collegiale con la struttura tecnica della Provincia di Asti, composta dal dirigente del Settore viabilità, Paolo Biletta, da Davide Mussa, Luca Alciati, da Vincenzo Bosco e da Giovanni Pensabene, le cui conoscenze approfondite del territorio astigiano e le apprezzate competenze professionali risultano quanto mai preziose per conseguire i risultati attesi. A titolo esemplificativo si segnalano prime considerazioni sulle due aree di intervento, scelte appositamente dal Settore viabilità della Provincia di Asti, nella persona del dirigente Paolo Biletta, per le molteplici differenze in termini di cause scatenanti i fenomeni di dissesto e per l’entità e gravità dell’area di territorio e tratto stradale coinvolti. SAN MARTINO ALFIERI Il fronte di frana su di un tratto di strada provinciale San Martino Alfieri – Motta di Costigliole appare causato da cattiva regimazione superficiale delle acque meteoriche di scorrimento sul piano stradale e derivanti, in parte, dai coltivi a monte. Il distacco di una ‘fetta’ del sedime viario appare come fenomeno localizzato, ancorché importante e (casualmente!) situato ove l’alberata di confine stradale è manchevole di soggetti. Infatti, la presenza di un viale storico di Tigli (Tilia europaea) che dall’abitato scende verso valle sostiene in modo perfetto il fronte collinare e la stessa strada provinciale. Esattamente dopo l’ultimo tiglio, inizia il dissesto. Per altro la scarpata sottoviaria è ‘rivestita’ da canneto di collina, che mostra buona capacità di trattenuta. Già dalle prime osservazioni compiute emerge, quindi, con forza il ruolo straordinario della componente vegetale, arborea, arbustiva ed anche erbacea nel consolidamento del fronte collinare prima e dopo il tratto stradale franato. Appare, in altri termini, chiara la sorprendente azione consolidante degli apparati radicali nel contrasto dei fenomeni franosi. Operativamente, solo dopo alcune prove penetrometriche si potrà definire l’intervento più opportuno. Rimane l’osservazione sul canneto, come elemento naturale di contrasto, eventualmente da replicare dopo un intervento ingegneristico strutturale puntuale. E’ importante altresì osservare che il piede versante a monte (privato) in corrispondenza della frana, è visivamente e potenzialmente corresponsabile di fenomeni di instabilità idrogeologica: occorrerebbe un mirato intervento di ingegneria naturalistca che funga da contenimento e da riqualificazione estetica. Accanto alle opere di ripristino e consolidamento strutturale si è già da subito convenuto con il Sindaco di San Martino Alfieri Andrea Gamba di procedere nell’autunno prossimo alla messa a dimora di nuovi tigli per proseguire verso valle il viale alberato attualmente esistente, anche nella zona interessata dal dissesto sino al confine del concentrico, individuato dal cartello stradale di località. Entro questo perimetro le attuali norme del codice della strada consentono la messa a dimora di alberi lungo la rete viaria in deroga alle distanze minime di piantagione dal bordo stradale pari almeno al raggio di ribaltamento dell’albero giunto a maturità. Sarà tuttavia necessario l’inserimento di una apposita disposizione specifica nel Piano regolatore comunale, peraltro in fase attuale di revisione. Anche relativamente a questo punto il Sindaco si è detto pienamente disponibile, collaborando con il Settore viabilità della Provincia di Asti, così da conseguire l’obbiettivo di un’alberatura di tigli completa lungo la strada per Motta di Costigliole. MONTEMAGNO Tutte e tre le situazioni di dissesto esaminate a Montemagno lungo la strada provinciale Asti – Altavilla, (Figg. 2a e 2b) denotano fenomeni di instabilità geologica del versante, da approfondire con prove penetrometriche ed eventuali sondaggi. Il dissesto del fondo viario appare comunque un fenomeno ‘storico’, soltanto acutizzato da eventi meteoclimatici recenti. Quasi certamente si dovrà agire su regimazioni idriche profonde, senza interventi impattanti sul paesaggio. Sarà probabilmente utile una integrazione con opere complementari ‘a verde’ in funzione antierosiva. Tutte le informazioni raccolte in occasione dei sopralluoghi tecnici ai sei casi studio saranno esaminate collegialmente in un’apposita riunione del Tavolo tecnico convocato dalla Provincia di Asti in data venerdì 26 giugno prossimo. Le soluzioni di intervento, improntate ad un carattere di forte innovatività da un punto di vista della sostenibilità ambientale, dell’inserimento paesaggistico e del contenimento dei costi di realizzazione saranno, quindi, illustrate in Regione in occasione di un incontro appositamente richiesto dalla consigliera Angela Quaglia della Provincia di Asti con con deleghe ai Lavori pubblici e alla viabilità. L’Astigiano ha, infatti, al riguardo l’ambizione di divenire un modello di riferimento nella gestione innovativa del territorio in ragione di uno spirito di fattiva collaborazione tra le realtà ordinistiche locali e la Provincia di Asti. L’Ente provinciale intende, in tal modo, porsi sulle tematiche della gestione del territorio su di un piano di avanguardia – anche in ragione del recente riconoscimento Unesco di parte significativa delle aree viticole astigiane – per una piena applicazione dei saperi professionali e delle esperienze già maturate nel tempo in loco che attendono di essere adeguatamente valorizzati mediante opportune strategie di finanziamento anche in ambito europeo.
La commissione frane studia i casi di Montemagno e San Martino Alfieri
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