Carabinieri del Ris nella tabaccheria di corso Volta, ad Asti, dove sabato 4 luglio è stata uccisa la titolare Maria Luisa Fassi. Oggi gli esperti del reparto investigazioni scientifiche hanno eseguito un sopralluogo sulla scena dell’efferato crimine in cerca di elementi utili per scoprire l’assassino della commerciante di 54. Analisi che pare abbiano dato alcuni risultati. Sul gradino d’ingresso della rivendita è stata trovata un’impronta parziale di scarpa che potrebbe appartenere al killer. Un’ipotesi che dovrà essere confermata da ulteriori accertamenti. Intanto la procura di Asti ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. Le indagini dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Luciano Tarditi, sono aperte a 36o°. Non si esclude quindi nessuna pista anche se l’iniziale tesi della rapina ora dopo ora sta perdendo sempre più consistenza. Dal negozio non sarebbe infatti stato rubato nulla, neppure i “blister” di monete che la negoziante aveva con sè quella tragica mattina e neppure i 4000 euro scoperti in un cassetto dai militari. Accantonata la rapina l’inchiesta prosegue su più versanti. Gli inquirenti hanno ascoltato i commercianti della zona, anche se pare che nessuno abbia sentito rumori sospetti e alcuni persone vicine alla famiglia. A nulla è servita invece la telecamera di un negozio vicino. L’assassino l’avrebbe accuratamente evitata. L’unica certezza è che il delitto si è consumato fra le 7.30, momento di apertura della tabaccheria che Maria Luisa gestiva col marito Valter, e le 7.45 quando un cliente l’ha trovata agonizzante dietro al bancone dei giornali immersa in una pozza di sangue ma ancora viva. Inutile la corsa all’ospedale Massaia e i due delicati interventi chirurgici salvavita. Le ferite al torace (le hanno perforto un polmone), al basso ventre e al bacino provocate da almeno 15 coltellate, sferrate anche da davanti, non le hanno lasciato scampo. La donna è morta nel pomeriggio dell’aggressione gettando nello sconforto l’intera città. Dalla prima ipotesi della rapina ora si pensa piuttosto a quella di uno squilibrato, un maniaco. Forse qualcuno che lei ha respinto o forse l’esito di una discussione finita nel sangue. Ipotesi, solo ipotesi che non cancellano la brutalità di un delitto avvenuto a una manciata di giorni da un altro omicidio. Giovedì scorso infatti in piazza del Palio qualcuno ha ucciso a colpi di cric un commerciante di ortofrutta, Francesco Indino massacrato all’alba in una zona centrale di Asti accanto al suo camion. A dicembre invece era stata la volta di un altro tabaccaio, Manuel Bacco, freddato a colpi di pistola nella sua rivendita di corso Alba per aver difeso la moglie da un tentativo di rapina. Tre omicidi ancora senza colpevole in meno di un anno. Per questo gli astigiani sono insorti, organizzando una fiaccolata pacifica e apolitica per mercoledì 8 luglio alle 21 davanti al Municipio. Manifestazione alla quale si uniranno in forma del tutto personale anche appartenenti alle forze dell’ordine. Intanto però le indagini continuano e la magistratura ha disposto l’autopsia sul corpo di Maria Luisa che oltre al marito e ai due figli Giacomo e Agnese, lascia i genitori titolari del Gener Neuv uno dei più rinomati ristoranti cittadini, al momento chiuso per lutto. Mentre davanti alla tabaccheria di corso Volta continuano ad accatastarsi mazzi di fiori, segno che Asti non può ma soprattutto non vuole dimenticare. “Un soffio di vento ti ha portato via con sé, cruento e inumano per noi che siamo qui a versare tenere lacrime di ricordi indelebili”, si legge invece sulle pagine facebook di molti concittadini di Maria Luisa.
Tabaccaia uccisa ad Asti. I Ris indagano su un’impronta di scarpa
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