Consiglio Pastorale diocesano ricco di annotazioni programmatiche ad iniziare dalla lettera pastorale del nostro Vescovo appena uscita “Alzati, mangia e cammina” dedicata a tutti quelli che sono alla ricerca e presentata con riflessione su questi tre verbi per annunciare Eucarestia e Misericordia come centro di unità e proposta educativa. “Alzati”, cioè comincia a muoverti e non aspettare che sia qualcun altro a farlo. “Mangia”, cioè nutriti di cose che diano energia e che ti permettano poi di camminare. “Cammina”: fai strada, incontra compagni di strada, datti una mèta e cammina in una prospettiva di Chiesa con forte tensione alla convergenza. L’obiettivo è comune ed è sempre più necessario superare la resistenza al camminare insieme. L’intervento del Vescovo è stato video registrata e quanto prima sarà sul sito di Gazzetta d’Asti: avremo tutti a disposizione, come prezioso sussidio, la ricchezza di prospettive offerte al consiglio pastorale e che potrebbero trovare ulteriore divulgazione al di là di queste brevi note giornalistiche. La presentazione della lettera pastorale ha condotto il consiglio a considerare come priorità il congresso eucaristico diocesano che si terrà nel prossimo aprile e che orienta la vita della diocesi con un ricco programma di iniziative che don Gallo ha presentato e che quanto prima sarà reso pubblico nella sua veste definitiva; l’insieme di eventi accennati non mancherà di coinvolgere molte attenzioni e già la conversazione di venerdì 13 novembre “Pane e Vino sulla Mensa – Pane e Vino sull’Altare” è un significativo spunto di approccio al tema dell’Eucarestia realizzato con il criterio di chiesa “in uscita”, cioè attenta ad essere annuncio soprattutto fuori dall’ombra del campanile. Vivere l’Eucarestia come dono di Misericordia porta inevitabilmente alle “opere” e il consiglio ha potuto apprezzare l’ottimo l’intervento di Beppe Amico sui migranti che ha evidenziato, accanto alla buona accoglienza che il nostro territorio sta esprimendo, il problema dei profughi che non superano l’esame per essere riconosciuti rifugiati politici e quindi – se non sono rimpatriati – vanno ad ingrossare le fila degli irregolari che fanno una vita ai limiti della legalità e sono più facile preda delle molteplici “male vite” che percorrono le nostre strade e quindi vanificano tutti gli sforzi di integrazione (casa, cibo, istruzione, possibile avviamento al lavoro, socializzazione) che i tanti volontari e le istituzioni ecclesiali locali hanno messo in campo. E’ un problema su cui la comunità locale si deve interrogare per costruire, d’intesa con le istituzioni del territorio, qualche ipotesi di lavoro che guardi alle risposte da mettere in campo per “governare” questa situazione drammatica ed essere in sintonia con l’esigenza di non fermarsi alla superficie emotiva dell’emergenza per andare alle radici del problema ed individuare una azione, o più azioni convergenti, di carità nella direzione della giustizia e non solo, e non più, della pur necessaria solidarietà umana. Va sottolineato come il direttore della Caritas abbia ribadito, nell’illustrare il servizio svolto, la sua disponibilità a sostenere le comunità parrocchiali che, in risposta all’appello del Papa “un profugo in ogni parrocchia”, vogliano sperimentare anche questa forma di esperienza di Carità. Una concretezza di attenzioni da leggere anche in prospettiva di “restituzione” che riporta alla mente le parole del cardinal Martini sugli immigrati «da non guardare con fastidio, ma riconoscendo in essi una dignità e un’umanità della quale dobbiamo sentirci responsabili»; insieme di atteggiamenti che richiamano la “Carta della compassione” a cui un gruppo di persone sta lavorando in preparazione al Congresso Eucaristico. Si tratta di un contributo della comunità cristiana astigiana alle autorità di governo del territorio per proporre misure che rendano l’astigiano più “a misura d’uomo, in nome della compassione e della misericordia” che sarà analizzata e discussa in un consiglio pastorale aperto a fine febbraio 2016. Una singolare occasione per elaborare i contenuti della carta, capire come dar corpo alle proposte e trasformare il cammino pastorale verso il Congresso Eucaristico in concreta opera di servizio nel segno che il Salmo 146, citato dalla bolla di indizione dell’anno santo, indica: “Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri, egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi”. Michelino Musso
Lettera pastorale, Congresso eucaristico, Giubileo e accoglienza dei rifugiati
CHIESA
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