Michele Miravalle (Pd) chiede le dimissioni del Sindaco Maurizio Rasero: “Asti non può permettersi un cumulo di cariche senza precedenti
Con una presa di posizione netta e determinata, Michele Miravalle, consigliere comunale del Partito Democratico, interviene pubblicamente sulla gestione politica e amministrativa della città, chiedendo ufficialmente le dimissioni del Sindaco Maurizio Rasero.
Al centro della critica non c’è solo l’operato amministrativo, ma un ‘cortocircuito istituzionale’ che vedrebbe il primo cittadino concentrare nelle proprie mani un potere sproporzionato. Un doppio incarico che solleva rilevanti conflitti d’interesse.
Un primato nazionale di cui faremmo a meno
La goccia che trabocca dal vaso è la nomina di Maurizio Rasero a presidente della Banca di Asti. “Saremmo di fronte a un caso unico a livello nazionale,” dichiara Michele Miravalle. “Un primato di cui, come astigiani, avremmo fatto volentieri a meno. Non esistono super-uomini o super-donne, è impensabile che una sola persona possa garantire l’attenzione e la determinazione necessarie per ricoprire contemporaneamente ruoli così diversi e cruciali. La città non può permettersi un sindaco dimezzato, visti gli enormi problemi evidenti a tutti gli astigiani: traffico, qualità dell’aria, crisi economica e occupazionale”.
Tre punti per il rilancio della Banca di Asti
Miravalle sottolinea come il futuro della Banca di Asti, asset strategico per l’intera comunità, non debba essere una questione di poltrone, ma di obiettivi concreti. Il rilancio dell’istituto deve passare attraverso tre pilastri fondamentali:
- Tutela dei piccoli azionisti: È prioritario proteggere i piccoli risparmiatori, in gran parte cittadini astigiani, che negli ultimi anni hanno visto calare drasticamente il valore delle proprie azioni e dei propri investimenti.
- Valorizzazione del capitale umano: La Banca deve essere un luogo di eccellenza per le lavoratrici e i lavoratori, capace di attrarre e valorizzare giovani professionalità, garantendo loro percorsi di crescita e stabilità.
- Sostegno al territorio e alla Fondazione: Un aumento della redditività della Banca permetterebbe alla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti di investire risorse crescenti in progetti ambiziosi e utili al territorio.
Occorre essere realisti, nei prossimi anni, le sole risorse pubbliche non basteranno per investire sul recupero dei ‘contenitori vuoti’, migliorare le politiche sociali, culturali e ambientali, sostenere le scuole e l’università. Sarà fondamentale poter contare anche su capitali privati, come quelli delle Fondazioni.
“Chiedere le dimissioni di Rasero è un atto di responsabilità verso i cittadini e di rispetto degli equilibri istituzionali” conclude Miravalle. “Asti ha bisogno di una guida presente al 100%, di trasparenza e di un progetto di rilancio della città che parta dai bisogni dei cittadini. Rasero ha evidentemente deciso che il suo futuro è in Banca, allora deve dimettersi da sindaco”.
Miravalle, nel suo intervento, risponde anche alle critiche di chi fa notare che in molti altri casi la politica è entrata nel cda della Banca: “È vero, ma mai prima d’ora era successo che sindaco e presidente della banca fossero la stessa persona”.
E a chi sottolinea che nel cda siede anche un collega del Pd, risponde: “In queste settimane ho sempre sconsigliato a Roberto Vercelli di accettare l’incarico in cda. Il rischio è che le sue indubbie competenze nel settore bancario, potessero essere strumentalizzate. Un rischio che si sta, purtroppo, realizzando in queste ore. La situazione rispetto a Rasero è diversa, perché lui non è sindaco, ma consigliere comunale d’opposizione. Dopodiché credo farebbe bene a non cumulare le due cariche”.