Fondazione e Banca di Asti: temi caldi per la politica
Banca di Asti e Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Due temi che continuano a tenere banco e a fare discutere, specie a livello politico.
“Maurizio Rasero, contemporaneamente Sindaco di Asti e Presidente della Provincia fino a poche settimane fa, ha avuto la possibilità di incidere direttamente sulla nomina della maggioranza del Consiglio di Indirizzo della Fondazione, influenzando poi la composizione del Consiglio di Amministrazione e la scelta del Presidente della Fondazione stessa. Ora assistiamo al passaggio finale di questo meccanismo: la nomina proprio di Rasero alla guida della Banca di Asti, cioè dell’istituto controllato dalla Fondazione che lui stesso ha contribuito a costruire attraverso il sistema delle nomine. Per noi questo rappresenta un enorme problema politico e istituzionale. Non è una questione personale: è una questione di opportunità, trasparenza e indipendenza. Non possiamo accettare che nella stessa persona si concentrino per anni potere politico, potere di nomina e infine anche il vertice del principale istituto bancario del territorio. È un corto circuito evidente, che rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e negli enti che dovrebbero agire nell’interesse della comunità”. Lo ha detto Marco Grimaldi, vicepresidente di Avs alla Camera, intervenendo in aula e associandosi alla richiesta di un’informativa urgente del ministro Giorgetti sul caso. “Non è l’unica caso di incompatibilità – aggiunge -. A Cuneo alla Fondazione CrC si parla apertamente della candidatura alla direzione dell’ente della sorella del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Non si stanno discutendo competenze o percorsi professionali. Ma chi ricopre incarichi istituzionali così rilevanti dovrebbe sapere che esiste anche un tema di opportunità”, ha concluso Grimaldi.
Anche il Partito Democratico con Maria Ferlisi, capogruppo del partito in consigliere comunale ed Elena Accossato, segretaria provinciale Pd, sono intervenute sulla questione Fondazione-Cassa, concentrandosi sull’estensione del mandato a sei anni del presidente della Fondazione.
“In queste ore si discute della possibilità di modificare tempi ed equilibri della governance della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Ed è proprio questo il nodo politico: non è accettabile cambiare le regole, soprattutto in corsa, quando riguardano incarichi e assetti di potere in enti strategici per la città – commentano -. Perché prevedere proprio ora l’estensione del mandato del presidente della Fondazione da quattro a sei anni? Dopo la nomina del sindaco Maurizio Rasero ai vertici della Banca di Asti, il possibile prolungamento del mandato di Livio Negro alla guida della Fondazione rafforza nel Partito Democratico la preoccupazione per una gestione del potere sempre più concentrata nelle mani di pochi”.
E aggiungono: “La Fondazione CrAsti rappresenta una parte fondamentale della storia, delle risorse e del futuro del territorio astigiano e deve restare al riparo da forzature che rischiano di alimentare nei cittadini il dubbio che norme e procedure vengano piegate a interessi particolari e agli equilibri del momento. Il tema non riguarda una singola persona, ma il rispetto di principi fondamentali: trasparenza, ricambio, equilibrio e credibilità delle istituzioni. Le Fondazioni bancarie non appartengono a maggioranze politiche o gruppi di potere, ma all’intera comunità”.
Il Partito Democratico ribadisce, poi, la richiesta di dimissioni del sindaco Rasero dal proprio ruolo istituzionale, già avanzata dal consigliere Michele Miravalle: “Oggi è ancora più urgente: non è accettabile guidare il Comune mentre si prende parte a operazioni finanziarie e nomine così rilevanti per il futuro della città e delle istituzioni”.
Il rischio è sempre lo stesso: trasformare organismi che dovrebbero appartenere alla comunità in spazi sempre più chiusi e autoreferenziali – concludono Ferlisi e Accossato -. Asti ha bisogno di istituzioni aperte, credibili e trasparenti, non di logiche orientate alla conservazione del potere. Il Partito Democratico continuerà a battersi affinché la gestione degli enti strategici del territorio torni a essere guidata da responsabilità pubblica, chiarezza e rispetto delle regole.