La Questura di Asti e Croce Rossa Italiana rinnovano il protocollo Umano
La Questura di Asti e la Croce Rossa Italiana, nell’ambito della campagna permanente contro la violenza di genere “Questo non è Amore” promossa dal Ministero dell’Interno – Direzione Centrale della Polizia Anticrimine, hanno rinnovato e rilanciato il protocollo “Progetto Umano” – Centro per Uomini Autori di Violenza di genere.
La collaborazione, già operativa da alcuni anni, è rinnovata con il nuovo protocollo sottoscritto dal Questore di Ast Marina Di Donato e la Croce Rossa Italiana – Comitato di Asti nella persona del suo presidente Davide Fontebasso. L’accordo, migliorato sotto alcuni aspetti di natura operativa e di raccordo tra gli enti firmatari, è rivolto a uomini, residenti nel Comune di Asti ovvero nei comuni della provincia di Asti, che hanno commesso atti di violenza domestica, di aderire con accesso spontaneo, su invio informale (medici di base ad esempio) o formale (istituzioni) al progetto.
Come noto, gli autori di violenza spesso tendono a negare, a minimizzare i fatti e a costruire distorsioni cognitive per evitare sentimenti di colpa, di vergogna e di disistima mentre è indispensabile per costoro poter riflettere sui fatti accaduti e sul concetto di violenza, accrescere la consapevolezza e la capacità di empatia, soffermarsi sulla propria adeguatezza educativa nella relazione con i figli anche per evitare la ripetizione dei fatti violenti. La finalità del percorso è pertanto l’assunzione di responsabilità, la consapevolezza del danno arrecato e la capacità di organizzare strategie cognitive e comportamentali per evitare recidive.
La Questura di Asti, in sede di notifica del provvedimento del Questore, informerà per iscritto i destinatari di ammonimento per stalking/violenza domestica/di genere circa il programma di recupero erogato dal “Progetto Umano” che offrirà gratuitamente (salvo i casi previsti dell’art.165 c.p.) un servizio volto a favorire la riflessione ed il cambiamento. Da parte sua il C.U.A.V., informato dalla Questura, provvederà a contattare l’ammonito per concordare il miglior percorso con il proprio personale specializzato.
In questo modo, si vuole consentire così alla persona di cominciare ad interrogarsi sui propri agiti, nella convinzione che l’intervento di supporto, all’inizio della spirale della violenza, può maggiormente promuovere la prevenzione della recidiva.