Quando la cucina favorisce l’inclusione
Favorire l’inclusione e l’integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati del progetto Sai Alto Astigiano attraverso la cucina.
E’ “Sapori senza confini” l’iniziativa realizzata dall’associazione AttivaMente per conto del Sai Alto Astigiano in collaborazione con la cooperativa Bma e i Comuni di Berzano San Pietro, Capriglio e Cocconato che è stato presentato nei gironi scorsi. Oltre agli istituzionali servizi di alfabetizzazione con formazione e accompagnamento al lavoro, il progetto punta a favorire una relazione fra i “nuovi arrivati” e chi nei territori del Nord Astigiano ci vive da sempre. E quale migliore strumento di comunicazione se non il cibo?
“Il cibo è paragonabile ad un linguaggio vero e proprio – ha commentato Daniela Pitzalis, presidente di AttivaMente – e ne abbiamo avuto la riprova nei mesi scorsi con un precedente laboratorio di cucina marocchina a Cocconato che ha riscosso grande successo. Abbiamo così pensato di riproporlo nei tre Comuni sede del Sai”.
Il progetto prevede due laboratori di cucina (a Capriglio saranno ospitati nei locali della Pro loco presieduta da Lorenzo Candelo) aperti a tutti durante i quali ragazzi provenienti da Africa, Pakistan, Afghanistan insegneranno a preparare i loro piatti tipici sotto il coordinamento di Anna Blasco, cuoca di professione e anima dell’Hub Casa Bacolla di Cocconato. Non solo i vari passaggi per arrivare al piatto finale, ma anche la cultura che sta dietro alla ricetta e la scelta degli ingredienti, ognuno dei quali ha una storia fatta di biodiversità e di offerta di prodotti dei vari territori alle varie latitudini. Al termine sarà organizzato un momento conviviale in cui i piatti saranno cucinati insieme e presentati in un evento finale.
“Un’occasione di inclusione concreta, di avvicinamento fra mondi diversi, di approccio positivo alla conoscenza delle vite dei ragazzi e delle famiglie che sono state accolte in questi paesi ma anche un momento in cui gli stessi ragazzi stranieri possono testare un’ipotesi di futuro professionale nella ristorazione o nel mondo della mediazione culturale”, conclude la presidente di AttivaMente.
Significativo l’intervento di Basit Qasimi, responsabile del “camp” Sai di Capriglio: “A noi stranieri piace tantissimo il cibo italiano ma ci sembra importante anche far conoscere alla comunità che ci ospita quali sono i nostri cibi tradizionali. E ci piace incontrare le persone locali che accolgono per convincerli che dietro la parola “immigrato” ci sono competenza, capacità, esperienza, speranze per il futuro”.
A fare una breve scheda del progetto Sai Alto Astigiano ci pensa il sindaco di Berzano San Pietro, Comune capofila, Mario Lupo. “L’esperienza di accoglienza di richiedenti asilo è nata nel 2010 proprio qui a Capriglio con il primo centro di accoglienza nei locali appena ristrutturati dell’ex canonica parrocchiale. Prima il centro (Cas) era gestito dall’Unione Alto Astigiano poi, dopo lo scioglimento della struttura sovracomunale, si rischiava la dispersione di questa esperienza che è stata positiva. Berzano si è data disponibile per dare continuità al progetto – conclude il sindaco Lupo -. Oggi il Sai Alto Astigiano ha 60 posti a disposizione per altrettanti stranieri affidati alla gestione della cooperativa Bma. A Capriglio il gruppo più numeroso di ragazzi e uomini singoli, a Berzano tre nuclei famigliari e a Cocconato altri due”.
> St.P.