Meditando la Parola: Il Pane del Cielo
Il commento al Vangelo di domenica7 giugno (Gv 6,51-58) a cura di Riccardo Comodo
Oggi è la solennità del Corpus Domini (Santissimo corpo e sangue di Cristo), una celebrazione in cui l’ostia consacrata viene racchiusa in un ostensorio e portata in processione per le strade cittadine per la pubblica adorazione.
Nel brano Gesù afferma di essere il “pane del cielo”, mandato da Dio sulla Terra, facendo un chiaro riferimento alla manna nel deserto, uno dei vari miracoli compiuti tramite Mosè. Gesù ammonisce la folla, che lo ha seguito dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, poiché essi cercano unicamente il cibo terreno
E’ naturale rivolgersi a Dio nelle situazioni di bisogno e di sconforto, come nel loro caso, ma Cristo ci ricorda che il nostro spirito ha bisogno di lui sempre, anche quando il nostro corpo sta bene
Questo passo del Vangelo è strettamente legato al simbolo della comunione: ogni Domenica, mangiando il corpo di Cristo, ricordiamo il suo gesto d’amore
La folla non riesce a comprendere le parole di Cristo, che preannunciano l’Ultima Cena e la sua Passione, ma vi si può trovare un paragone nel libro dell’Esodo, riguardante l’ultima piaga: ogni famiglia ebrea sacrificò un agnello di cui mangiò la carne, e ne cosparse il sangue sulla propria porta, come segno affinché l’angelo della morte passasse oltre
Così Gesù, l’agnello di Dio, è morto per noi. Mangiando l’ostia e bevendo il vino, che nella celebrazione si trasformano in corpo e sangue di Cristo, rinnoviamo davanti a Dio la promessa che Gesù ci ha fatto
Dopo il discorso i giudei rimasero sconvolti, ma per noi questa è parola di speranza: Gesù ci ha salvati, siccome nessuno avrebbe potuto salvarsi da solo, ed anche adesso rimane con noi nell’eucarestia