Ad Asti Teatro debutta il nuovo grammelot di Casa degli alfieri
Debutta lunedì 15 giugno, alle 22, nel cortile di Palazzo Ottolenghi (Corso Alfieri 350), nell’ambito del Festival Asti Teatro, la nuova produzione di Casa degli alfieri: “Le soleil et la lune”.
Da un progetto di Emanuele Arrigazzi e Allegra de Mandato, lo spettacolo, scritto da de Mandato insieme ad Antonio Catalano, vede in scena Arrigazzi (anche in regia) con le scene e i costumi di Agnese Falcarin.
In un mondo distopico, in un futuro prossimo che è quasi un’ucronia di questo presente, un uomo si è chiuso in un isolamento, che è rifugio e prigione al tempo stesso.
Una tana piena di amici immaginari e ricordi, ma che non prevede uscite, come in un disturbo post traumatico, ma “eccentrico”.
Ci troviamo catapultati nella sua quotidianità, in un “non luogo” dove la ripetizione dei gesti gli concede una disciplina e una serie di riti che sembranosono l’unica salvezza per la sua esistenza.
Qui tutto è ” mappato” e c’è una radio attraverso cui si esprime, ma senza ricevere risposte…
Forse Il nostro protagonista è un reduce di una qualche guerra che il suo paese ha combattuto per qualche conquista coloniale e ha un legame perduto, o forse semplicemente le dimensioni spazio-tempo non corrispondono e il legame vive di quella quotidianità.
La tecnica prevalentemente utilizzata è il grammelot, ma reso vitale e contemporaneo.
Finché da quella radio non giunge il messaggio di un bambino che appare come un’epifania, un’incrinatura alla routine “folle” di quest’uomo…Chi è questo bambino? Esiste davvero?
Tutto prende una piega inaspettata e nuova quando i due iniziano a mandarsi messaggi, storie piccoli momenti di racconti.
Questo bizzarro rapporto viene reso attraverso brevi gag e ” strisce”, finché il bambino che ha un nome che evoca l’allegoria, Cosmo, non chiede a Otto di uscire dalla sua tana…
“Il titolo – racconta Arrigazzi – prende spunto da una canzone di Charles Trenet, che racconta una storia d’amore impossibile, quella tra il sole e la luna che non potranno mai incontrarsi, metafora delle impossibilità per cui però si lotta e ci si strugge…Nasce anche dalla visione di un quadro di Barbara Hepworth visto per caso a Saint Paul de Vence, da cui nasce un colpo di fulmine, che apre un varco.
Ci si può soffermare su qualcosa che non sapevamo parlasse proprio a noi e di noi?”
Biglietti disponibili presso la biglietteria del Teatro Alfieri o su bigliettoveloce.it
Per info e prenotazioni: 0141399057
La compagnia teatrale Casa degli alfieri prosegue così con i suoi artisti il progetto per il triennio 2025/2027 quale impresa di produzione di teatro di innovazione per il FUS del Ministero della Cultura e per la Regione Piemonte. È una delle poche formazioni italiane ad avere un patrimonio di lavoro d’arte comune di oltre cinquant’anni.
Oggi gli alfieri costituiscono una sorta di “factory” con più indirizzi artistici e una multiforme attività.
Molti sono i percorsi, le ricerche, le linee di intervento che si intrecciano: “Teatro della natura, del paesaggio, dei territori” di Lorenza Zambon, “Teatro e arte visiva, pedagogia povera” con Antonio Catalano, “Teatralità popolare e di ricerca antropologica” con Massimo Barbero e “Drammaturgia e drammaturgie” con formazioni giovani e vari artisti nazionali, tra cui Marco Baliani che proprio in questi giorni ha presentato a Inteatro a Polverigi un primo studio su “L’ombra perduta di Peter Schlemihl”.