L’appello del Coordinamento Asti Est: “Boicottate i farmaci prodotti in Israele”
Arriva anche ad Asti la campagna di boicottaggio dei prodotti farmaceutici Teva. L’iniziativa è promossa dal Coordinamento Asti Est che per giovedì 16 luglio, alle 20.30 organizza un presidio informativo nella sede di via Monti 60.
Parliamo dell’azienda farmaceutica israeliana, leader nel campo dei farmaci generici che secondo il Coordinamento è complice delle politiche genocidarie dello Stato di Israele nei confronti delle popolazioni palestinesi di Gaza e Cisgiordania.
“Vergognosamente i governi europei (il nostro compreso) non stanno attuando alcuna forma di pressione nei confronti di uno Stato criminale. Ma i popoli possono opporsi dal basso, usando i mezzi a loro disposizione: uno di questi è il boicottaggio, tramite organizzazioni come Bds”, spiegano dal Coordinamento.
Bds è l’acronimo di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (in inglese Boycott, Divestment and Sanctions) ed è un movimento globale nonviolento, nato nel 2005 e guidato dalla società civile palestinese, che mira a fare pressione su Israele affinché rispetti il diritto internazionale e i diritti umani.
Giovedì nella sede del Coordinamento saranno presenti alcuni membri di Bds che racconteranno la loro esperienza. L’invito del Coordinamento è quello di usare farmaci generi di altre aziende rispetto a quelli Teva: “Sappiamo che, quando si tratta di farmaci pertanto della salute, la questione è delicata e possono sorgere dubbi e paure. Abbiamo chiamato i rappresentanti di Bds proprio per chiarire – concludono gli organizzatori – .Riteniamo che questa possa essere una risposta alle tante persone che abbiamo incontrato nel corso di manifestazioni e presidi in questi mesi, persone che hanno condiviso l’indignazione e il dolore per la morte di migliaia di civili, che si sentivano impotenti e ci chiedevano “ma noi cosa possiamo fare?”. Qualcosa possiamo fare. Non sarà così potente come quello che potrebbe e dovrebbe fare un governo, ma qualcosa possiamo fare. I ragazzi e le ragazze della Flotilla ce lo hanno insegnato”.