Le storie oltre i numeri: al Festival dei Popoli il libro “Speranza è il mio nome”
Hanno sedici anni, come tanti ragazzi che incontriamo ogni giorno. Ma invece di pensare alla scuola, agli amici e al futuro, devono affrontare deserti, prigionia, traversate in mare e frontiere. Le loro storie rischiano di restare invisibili dietro i numeri delle statistiche. A dar loro voce è Speranza è il mio nome, il libro di Antonella Squillace che sarà presentato mercoledì 14 ottobre, alle 18, al Foyer delle Famiglie, in via Milliavacca 5, ad Asti, nell’ambito del Festival dei Popoli. L’autrice dialogherà con Daniela Iavarone, codirettrice di Migrantes Asti.
Il romanzo segue il viaggio di Sewide, una ragazza eritrea di sedici anni in fuga dal proprio Paese insieme al cugino Sami. Attraverso il deserto, la detenzione in Libia, la traversata del Mediterraneo e l’arrivo a Ventimiglia, la giovane cerca una vita libera e dignitosa. Lungo il cammino incontra altri ragazzi, provenienti da Paesi diversi, accomunati dalla necessità di fuggire e dalla speranza di un futuro migliore.
La narrazione intreccia fatti di cronaca, testimonianze ed esperienze legate alle migrazioni, con particolare riferimento al Centro di accoglienza delle Gianchette di Ventimiglia, aperto da don Rito Alvarez. Ne emerge un racconto corale in cui la durezza del viaggio si accompagna alla solidarietà e alla capacità di non arrendersi.
Che cosa accade a chi arriva solo in Italia? Quali esperienze ha vissuto e quali possibilità trova una volta raggiunta l’Europa? Il libro invita a superare una narrazione concentrata sugli arrivi e sulle emergenze, per restituire un volto e una storia a chi troppo spesso rimane ai margini.
Il tema richiama quello scelto da Papa Leone XIV per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2026, «Anche uno solo di questi bambini», dedicato ai minori non accompagnati. Un richiamo alla responsabilità collettiva di garantire protezione, diritti e opportunità a chi affronta il proprio percorso migratorio senza il sostegno della famiglia.
La mattina dello stesso giorno Antonella Squillace incontrerà alcune classi dell’IIS Castigliano di Asti, per confrontarsi con gli studenti sulle vicende narrate e sulle sfide dell’integrazione.
Perché dietro ogni numero c’è una persona. E riconoscerla è il primo passo per costruire una comunità capace di accogliere.