Ancora una volta un gesto di prepotenza. Ecco perché le opposizioni hanno lasciato l’Aula
Un bilancio frettoloso, senza visione e senza idee preparato e discusso in fretta e furia dalla giunta il 8 settembre, perché il sindaco doveva ancora decidere se restare presidente della Banca oppure continuare il suo mandato. E poi portato in Consiglio ai primi di novembre, per permettere alla vicesindaca Stefania Morra di presentarlo, prima di dimettersi per assumere il ruolo di dirigente in Provincia.
In nessun capoluogo italiano si discute il bilancio comunale con questi tempi. Si tratta di un bilancio così frettoloso che anche il Ministero dell’Economia ha rilevato alcune anomalie riguardanti gli stanziamenti di cassa. Ecco perché le opposizioni hanno chiesto di risolvere questi errori e tornare a discutere il bilancio di previsione nelle tempistiche ‘ordinarie’, senza forzature. E invece si è scelto di procedere comunque, senza neanche sospendere la seduta come sempre avviene in questi casi o attendere ulteriori chiarimenti del collegio dei revisori dei conti o del Segretario comunale.
La questione pregiudiziale presentata dall’opposizione ha ricevuto solo una breve risposta tecnica e nessuna spiegazione da parte dell’organo politico, con un sindaco che, anzi, fa ‘spallucce’ e si erge a burattinaio del Consiglio.
Un gesto prepotente, di mancato rispetto istituzionale e di svilimento del Consiglio comunale. Non possiamo accettare che le legittime domande delle opposizioni provochino “fastidio” e ricevano solo risposte di circostanza.
Non è questo il modo con cui ci saremmo aspettati di discutere l’ultimo bilancio di previsione di questa Amministrazione. È un finale triste per una città che ha decisamente bisogno di un cambiamento, dove prepotenza e interessi privati lascino spazio al rilancio della città.
I consiglieri di opposizione