Trentaseiesimo numero dell’anno per la Gazzetta d’Asti che nel 2020 spegne 121 candeline. Ecco i principali argomenti della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 25 settembre 2020.

Studenti in piazza per una scuola migliore

L’anno scolastico è appena iniziato e gli studenti sono già scesi in piazza. E’ successo ieri mattina, quando una settantina di studenti astigiani hanno manifestato (pacificamente e nel pieno rispetto delle norme anticovid) nella nuova zona pedonale di piazza Alfieri. A organizzare la manifestazione è stato il Collettivo Terzo Intermezzo, gruppo nato a febbraio e che ad Asti è già “sceso in piazza” a giugno aderendo al “Black Lives Matter”, movimento contro il razzismo. Gli studenti hanno voluto esprimere tutto il loro disappunto in merito a tre grandi problematiche, che si trascinano da anni e che si sono aggravate con la pandemia. Ovvero, l’edilizia scolastica, la precarietà degli insegnanti e la mancanza di personale Ata. La situazione dell’edilizia scolastica italiana è sotto gli occhi di tutti, con scuole ospitate in edifici vecchi e fatiscenti. “E con aule affollate. Anche con oltre 30 ragazzi – afferma Elisa Zanaga, studentessa del terzo anno del Liceo Classico e componente del Collettivo Terzo Intermezzo -. Nella classe 3A della mia scuola, ad esempio, ci sono ben 34 ragazzi. Noi siamo contro le cosiddette classi pollaio, in cui non può essere osservato il regolare distanziamento interpersonale”. Quanto agli insegnanti, niente di nuovo “sotto il sole” con troppi supplenti o docenti non di ruolo. Manca anche il personale Ata. Gli studenti del Collettivo Terzo Intermezzo chiedono che vengano utilizzati edifici scolastici in disuso ma in buone condizioni per ospitare classi e che si proceda all’assunzione di docenti e personale Ata. Sul ministro Lucia Azzolina il pensiero è che “non abbia colpe specifiche e che sia l’ultima pedina del sistema”. La manifestazione si è conclusa con l’affissione di alcuni striscioni al Classico e all’Istituto “Monti”. Una volta sciolta la manifestazione, gli studenti sono stati tutti identificati da carabinieri e Digos.

Questione migranti e parola di Dio

La Parola di Dio è sempre determinante per un cristiano, anche riguardo al tema dei migranti. Il capitolo 25 di Matteo descrive chi riceverà “in eredità il regno preparato fin dalla creazione del mondo” dando indicazioni, semplici, chiare, inequivocabili. Al versetto 35 dice: “ero straniero e mi avete accolto”, poi Gesù precisa: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Lo straniero, come ogni altra persona povera, debole o in difficoltà, è Gesù, e di lui la Chiesa e ciascun cristiano, si prende cura, a prescindere da ogni altro ragionamento, perché accogliere lo straniero è dovere che nasce dal rapporto con Gesù. Anzi, non è neanche un dovere, cioè un qualcosa che è imposto da fuori, accogliere lo straniero è una necessità perché, appunto, egli è Gesù. Certo, la questione migranti è molto complessa, non tutto è così facile ed immediato da comprendere, le soluzioni non sono sempre chiare e scontate. E poi, ogni volta che una persona nel bisogno bussa alla nostra porta, turba gli equilibri, chiede di cambiare qualcosa, ribalta il nostro sistema di vita. Dobbiamo anche ammettere che molti di coloro che scappano dalla loro terra di origine sono vittime di un sistema di sfruttamento. Alcune nazioni sfruttano altre nazioni e così alcuni popoli fuggono dalle proprie terre in cerca di una vita migliore, ma la fuga spesso è gestita da altri che ne approfittano e li sfruttano ulteriormente. I più fortunati sopravvivono a questi viaggi disperati e riescono ad approdare da qualche parte.

Anche Asti vota sì al referendum

Asti non si discosta dal verdetto nazionale e ha votato compatta Sì al referendum per la riduzione di parlamentari e senatori. Così nella prossima legislatura andranno a Roma in 600. Rispetto al resto d’Italia l’Astigiano si discosta per l’affluenza alle urne restando sotto quota 50%: il totale dei votanti è stato del 48%. Sono favorevoli alla riforma il 70% degli astigiani (in Piemonte il 68,42) e in Italia il 69,57. Un dato che è in linea a quanto avevano decretato i sondaggi anche se nell’ultimo periodo alcune prese di posizione anche locali avevano fatto pensare a uno scarto inferiore rispetto a quanto poi avvenuto nel segreto dell’urna. Il pareggio nella conta delle regioni (tre al centro-destra e tre al centro sinistra) rendono stabile il governo-Conte.

Maina

Il lavoratori della Casa di Riposo Città di Asti sono in agitazione per le voci circa una privatizzazione del Maina.

Paolo Conte

Tutto esaurito al Teatro Alfieri e in Sala Pastrone per il docufilm su Paolo Conte.

Lavoro

Amazon arriverà ad Asti? Pare di sì, anche se non è ancora chiaro dove.

Paesi

Pierluigi Musso sindaco a Settime. Sconfitto l’ex primo cittadino Guido Rosina.