La stagione dell’Alfieri non ha soste e, dopo la pausa per le festività natalizie, tra gli spettacoli fuori-abbonamento arriva lo spettacolo di uno dei pezzi da novanta: Giovanni Vernia.

Il suo one -man show dal titolo “Vernia e non Vernia” sarà di scena venerdì prossimo 19 novembre alle 21. Sarà una carrellata infinita dei personaggi del comico genovese che ci regalerà oltre due ore di grande divertimento.

Lo spettacolo è scritto da Giovanni Vernia, Paolo Uzzi, con la collaborazione di Pablo Solari. La regia è di Giampiero Solari e Paola Galassi.

Abbiamo avuto l’occasione di parlare con lui e non ce la siamo fatta sfuggire.

Da dove nasce la passione per il tuo mestiere?

Lo racconto proprio nello spettacolo “Vernia o non Vernia? “. Io sono cresciuto a Genova, ma, i miei erano del Sud : mamma era siciliana e papà barese di Gioia Del Colle. E quindi, da piccolo, passavo le estati nel paese, rispettivamente in Puglia e in Sicilia. Proprio in quegli anni ho incominciato a fare le imitazioni dei parenti che erano delle autentiche macchiette. Quando l’imitazione riusciva bene ce ne rendevamo conto perché non arrivavano gli auguri a Natale di qualcuno che si offendeva.

Poi, ho iniziato ad imitare i miei capi al lavoro, soprattutto uno che era in provincia di Cuneo dove lavoravo. A quel punto, ho cominciato a studiare un po’ di teatro, mentre facevo il mio lavoro di ingegnere. Si perché ho fatto per 10 anni l’ingegnere, poi mi sono pentito…ero un pelandrone. Non era nelle mie corde, le imitazioni non erano gradite. E poi è arrivata la televisione e, da lì è nato tutto. Per un anno e mezzo ho fatto entrambi le attività …e poi ho scelto lo spettacolo, in questo modo potevo provare a far ridere tutti…non solo i miei colleghi.

Chi sono i tuoi modelli?

Conosco a memora i film di Verdone, sono sempre stato affascinato dai film di Sordi e di Manfredi, due grandissimi del cinema italiano.

In televisione ho sempre ammirato l’allegria, la leggerezza e l’ironia di Renzo Arbore, un maestro, mai banale, mai volgare. Mi piace molto anche Fiorello.

Sono molto attratto anche dalla comicità, dalla leggerezza e dalla capacità di intrattenere il pubblico di Jimmy Fallon.

Parlaci dello spettacolo “Vernia o non Vernia”…

Ad Asti salirò per la settantesima volta sul palco per l’ultima replica del tour che ho portato in tutta Italia con un grande successo.

Il fil rouge è la mia storia, praticamente di come ho iniziato a dare segni di squilibrio…

La mia storia personale si intreccia con un viaggio attraverso i luoghi comuni di questi strani tempi moderni.

Lo hanno chiamato One Man Show perché, appunto, c’è di tutto: la musica, il racconto, il monologo, la canzone, il momento di ballo, il maestro che sale sul palco.

Io rifaccio le serie TV, imitando tre o quattro personaggi di Gomorra, oppure la musica italiana è l’occasione per fare un’omelia ad un prete. Insomma non vado oltre…voglio che lo spettatore possa sorprendersi e divertirsi.

E poi a teatro è tutto bellissimo, l’atmosfera è sempre molto coinvolgente, inoltre il biglietto ha doppia valenza perché è anche una donazione per l’Associazione “ Un sorriso per Matteo”.

I biglietti per “Vernia o non Vernia” (39 euro platea, barcacce, I ordine palchi; 35 euro II e III ordine palchi, 30 euro loggione) sono già disponibili su www.ticketone.it

Parte dell’incasso verrà devoluto all’associazione culturale “Un sorriso per Matteo”.

Massimo Allario