Debutterà in prima nazionale ad Asti Teatro 33 “All’ombra dell’ultimo sole”, nuovo spettacolo dedicato al mondo di Fabrizio De André, diretto da Emilio Russo e scritto da Massimo Cotto.
“Non lo definirei un musical – spiega l’autore – bensì un esempio di teatro musicale. Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Fabrizio, e so che non avrebbe voluto essere santificato. Quindi non sarà un’agiografia, ma un mix tra persone reali che hanno attraversato la sua esistenza e quelle da lui create e immortalate nelle sue canzoni, che naturalmente accompagneranno la narrazione. Come sfondo ci sarà la sua Genova, e mi sono preso la libertà di romanzarne alcuni aspetti. Non rappresenteremo la sua vita, ma una storia tutta nuova”.
Per scegliere i dieci attori-cantanti che andranno in scena sono stati esaminati oltre cento candidati, e il cast definitivo verrà annunciato nelle prossime settimane. Ad affiancare gli interpreti ci sarà un gruppo di quattro musicisti, per uno spettacolo rigorosamente dal vivo.
“Nonostante la crisi – dice l’Assessore alla Cultura Gianfranco Imerito – ci siamo impegnati per trovare fondi per produrre spettacoli come questo. È un modo per far crescere la città e valorizzarne i talenti, aprendo la strada a possibilità future”.
Il debutto di “All’ombra dell’ultimo sole” è fissato per venerdì 1 luglio (con replica il giorno successivo) presso il cortile del Michelerio. Seguiranno in autunno date in tutta Italia, incluso un mese di permanenza al teatro Menotti di Milano.
“Asti Teatro sta cercando di intraprendere la via della produzione – spiega il direttore Gianluigi Porro – soprattutto dopo i segnali incoraggianti giunti dal concorso Scintille che ha confermato la vitalità delle giovani compagnie. I tempi sono cambiati, e anche i festival devono provare a fare cose nuove. Per questo posso anticipare che all’interno di Asti Teatro 33 lanceremo anche un’altra iniziativa inedita, chiamata RaccontAsti: invitiamo i cittadini a inviarci racconti, canzoni, aneddoti e idee all’indirizzo email scintille@comune.asti.it. Le proposte più interessanti verranno realizzate all’interno della manifestazione”.
“C’è fermento nella vostra città – interviene il regista milanese Emilio Russo, che ha anche il ruolo di consulente artistico per il festival – ed è raro che in Italia venga prodotto uno spettacolo di teatro musicale basato su testi italiani. Non abbiamo voluto interpreti famosi, ma abbiamo deciso di puntare sui giovani. La qualità riscontrata durante le audizioni è stata altissima, al di sopra delle aspettative, e sarà difficile scegliere. Più che un regista, mi considero il coordinatore di questo bel gruppo di lavoro”.
Questa non è la prima incursione nel teatro per Massimo Cotto nel teatro, più noto per i suoi successi come esperto musicale, giornalista e talent scout: già nel 2005 aveva presentato al festival astigiano “Cry baby: l’ultima notte di Janis Joplin”, diretto da Riccardo de Torrebruna e dedicato alla mitica cantante americana. Molti anche i suoi romanzi: “Hobo, una vita fuori giri” (Premio speciale Cesare Pavese nel 2003). “L’ultima volta che sono morto” (2005) con prefazione di Giorgio Faletti e postfazione di Fernanda Pivano, e la raccolta “Le notti gotiche” del 2007.
“Asti è una città dove succedono cose impensabili altrove – conclude Cotto – come ritrovarsi intorno al tavolo, fare delle proprie differenze un valore aggiunto e creare qualcosa di bello. In questo caso, sono felice di poter mescolare le due cose di cui sono fatto, ovvero le parole e la musica”.
Alexander Macinante
cultura
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