er contrastare la disoccupazione giovanile la Regione mette in campo un Piano Giovani in dieci punti. Lo stanziamento iniziale sarà di undici milioni, ai quali si aggiungerà l’effetto economico di alcuni sgravi fiscali. L’idea, ha spiegato il presidente Roberto Cota, illustrando l’iniziativa il 7 luglio, è quella di favorire “un nuovo patto generazionale”, con l’obiettivo di “difendere i diritti di chi non ha nessun diritto”.
Messo a punto dagli assessori allo Sviluppo economico, Massimo Giordano, e al Lavoro, Claudia Porchietto, intende smuovere una realtà quella del Piemonte, in cui la disoccupazione giovanile dal 2008 al 2009 è salita dal 14,9% al 24,1%. Per farlo, è stato avviato in via preliminare un confronto con le associazioni sindacali e di categoria, che Cota ha ringraziato per “il supporto a questa azione, che non è di destra né di sinistra,ma nell’interesse della gente”.
Le dieci misure prevedono lo sgravio per tre anni di 30mila euro ai fini dell’Irap per ogni assunzione under 35, il sostegno finanziario per l’avvio di imprese gestite da giovani, stage semestrali o annuali in Regione per laureandi o neolaureati, premialità per agevolare l’accesso dei giovani ai contributi regionali per la competitività. E ancora, un sostegno all’imprenditorialità che non accede agli aiuti riservati a quella ad alto contenuto tecnologico, il finanziamento fino a un anno dei giovani che si prestano a lavorare come agenti commerciali all’estero per imprese piemontesi, voucher da 10mila euro per i giovani professionisti che collaborano all’avvio di una nuova attività imprenditoriale, borse di lavoro da mille euro mensili per il tirocinio in azienda, formazione e stage per i laureati di primo livello, sostegno alle cooperative di partite Iva giovani.
“Il lavoro per noi è una priorità – ha dichiarato il presidente – e il contrasto alla disoccupazione una delle missioni della nostra azione di governo. Soprattutto a quella disoccupazione giovanile, perché per un giovane non avere lavoro vuol dire non programmare il futuro, e questo semina incertezza e disagio in tutte le famiglie. Con questa politica di attenzione vogliamo favorire un nuovo patto sociale fra giovani e meno giovani. Non possiamo pensare che ci siano soltanto i diritti acquisiti da difendere, ci deve anche essere la difesa di chi non ha nessun diritto, cioè dei giovani, che non hanno opportunità. Noi dobbiamo creare delle opportunità per creare nuovi diritti. Non creiamo artificialmente dei posti di lavoro – ha concluso – ma delle opportunità, attraverso attività che possono essere durevolmente presenti sul mercato”.
“E’ un progetto innovativo, sul quale lavoriamo da mesi – ha puntualizzato l’assessore Giordano – Guardando in giro per l’Italia, ma anche per l’Europa, non è stato facile trovare spunti da riprendere, perché spesso le misure per i giovani sono piuttosto standardizzate. Abbiamo quindi provato, nella difficoltà complessiva, a mettere in campo idee nuove e molti dei provvedimenti che abbiamo costruito sono completamente innovativi. Avremo un approccio pragmatico sulle varie misure e una tempistica analoga a quella del Piano Occupazione, correggendo il tiro dove necessario. Se i risultati saranno gli stessi del Piano Occupazione, non potremo che ritenerci soddisfatti”.
L’assessore Porchietto ha invece sostenuto che “un tema a cui teniamo molto è quello delle cooperative. Sono tantissimi, infatti, i giovani che non riuscendo ad essere coinvolti nel lavoro ordinario e subordinato, oggi si orientano a diventare il cosiddetto popolo delle partite Iva, con il problema però di trovarsi spesso da soli oppure senza gli strumenti finanziari per poter crescere. Attraverso questo sostegno stiamo riuscendo a contribuire alla creazione di una vera e propria filiera di giovani cooperative, affermando un nuovo modo di fare impresa per i giovani imprenditori”.
I contenuti del piano sono stati accolti con favore dall’Unione Industriale di Torino, in quanto “contiene misure atte a innovare e incrementare le possibilità di accesso dei giovani al mercato del lavoro e alle iniziative imprenditoriali”.
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