Contenimento della spesa, riduzione del debito, riorganizzazione delle strutture regionali e dismissione delle società partecipate sono i temi affrontati durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale svoltasi il 6 novembre. In apertura gli assessori alla Sanità, Paolo Monferino, e al Bilancio, Giovanna Quaglia, hanno presentato i dati riassuntivi del debito negli ultimi anni e gli interventi di razionalizzazione già adottati. In particolare, Monferino ha evidenziato il calo progressivo della spesa sanitaria, tanto che si prevede per il 2012 un avanzo di 56 milioni, mentre Quaglia ha sostenuto che il debito attuale è dato dallo sbilancio tra entrate e uscite tra il 2005 e il 2011, con un incremento di circa 4,5 miliardi. Da qui la necessità di una gestione straordinaria senza fare ricorso a nuovo indebitamento, e con decisi interventi non solo sulle erogazioni, ma anche sui costi di funzionamento dell’ente. A concludere i lavori della mattinata il presidente Roberto Cota: “Intendo completare il mio mandato avendo messo in ordine i conti della Regione, che non è fallita ma sistema necessita di riforme radicali. L’affermazione di Monferino aveva un significato esclusivamente tecnico: voleva dire che non potendo più fare nuovi debiti e dovendo pagare i vecchi, le entrate devono corrispondere alle uscite, altrimenti il sistema fallisce”. “La Regione – ha detto ancora Cota – ha accumulato nel passato un debito molto alto, circa dieci miliardi, perché spendeva senza controllo e per chiudere i bilanci si ricorreva ad artifizi vari e non a riforme strutturali. Ora però la spesa sanitaria è stata riportata sotto controllo, rispettando il piano di rientro e approvando riforme strutturali come il Piano sanitario, che per la prima volta prevede per la Regione un modello organizzativo proprio, anziché seguire le decisioni dello Stato. E’ una riforma che necessita di un’applicazione puntuale e senza tentennamenti, perché attuarla vuol dire creare una sistema sanitario moderno ed efficiente che taglia duplicazioni e sprechi e sa stare in equilibrio con le risorse statali e generare così fondi per l’assistenza. Un obiettivo difficile, che verrà realizzato durante il mandato. Ma il percorso che abbiamo avviato comprende anche la riorganizzazione della macchina regionale, che deve rendere servizi ai cittadini senza difendere realtà autoreferenziali. E’ nostro dovere intervenire in maniera radicale e strutturale, come la dismissione dalle società partecipate. Il mondo cambia e noi dobbiamo intervenire. Alla fine avremo una Regione più efficiente e con i conti a posto”. Burzi: “Accolte alcune importanti proposte di Progett’Azione. Saremo pienamente soddisfatti soltanto quando verrà attuata una politica operativa di rigore e di sviluppo. Tentoni: la delibera sulla spending review, arricchita dalle nostre proposte, è il banco di prova. Vignale: in Consiglio capiremo chi è ancora legato al partito della spesa e a dinamiche che oggi non sono più sostenibili”.
Piemonte, riforme radicali per la Regione
POLITICA
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