E’ stata una manifestazione sentita quella degli studenti astigiani che questa mattina, giovedì6 dicembre, sono scesi in piazza per protestare contro una serie di tagli che rischiano di minare alle fondamenta il “mondo-scuola”. Una protesta montata già nei giorni scorsi con l’occupazione di parecchi istituti superiori (con l’approvazione di dirigenti, insegnanti e genitori). “A furia di tagli la scuola sarà sempre più privata… di tutto” recitava uno striscione del corteo che ha toccato le principali strade di Asti, culminando poi in un vero e proprio comizio. Sono sei le scuole superiori occupate o sotto presidio già da mercoledì mattina, dallo scientifico Vercelli al classico Alfieri che sono diventate sette con il liceo Monti che si è riunito in assemblea generale cui hanno partecipato anche numerosi genitori. Ad accendere gli animi dei ragazzi, sono principalmente problemi strutturali come edifici scolastici vecchi, impianti non a norma, mancanza di fondi per le attività extracurriculari, materiali utili ai laboratori che mancano e ci si batte anche contro l’aumento dei fondi per le scuole private, l’annullamento degli sconti dei trasporti pubblici. Anche i riscaldamenti delle aule sono fonte di contestazione:  per scaldare 11 edifici scolastici la Provincia spendeva ogni anno oltre un milione di euro. Per tagliare le spese, i caloriferi vengono spenti il pomeriggio rendendo difficoltose o impraticabili i corsi di recupero, attività sportive e altro. Nello specifico, ogni istituto denuncia carenze e danni da recuperare: al Liceo Alfieri, ad esempio, si protesta contro i tagli del Governo che prevedono l’eliminazione di tutta una serie di istituti interni alla scuola come le segreterie, le rappresentanze d’istituto, i viaggi di istruzione e le uscite didattiche. Anche all’istituto Quintino Sella, i 421 studenti non sono soddisfatti  della situazione in cui si trova l’edificio che li accoglie. I ragazzi patiscono anche la sospensione delle gite d’istruzione e delle attività extrascolastiche e le ore di laboratorio settimanali, passate da quattro a due. “Per colpa del dimensionamento – spiegano – della riforma Gelmini abbiamo anche perso il corso tecnico turistico che il prossimo anno si svolgerà al Giobert. Dal canto nostro speriamo di compensare con l’avvio del nuovo indirizzo di Comunicazione”.
Al liceo scientifico Vercelli si occupa da mercoledì mattina, con attività, convegni, incontri con gli amministratori locali. Anche qui, “i tagli- dichiarano i rappresentanti- abbassano la qualità dell’istruzione e si riescono a stento a mantenere le esperienze di scambio e tirocinio finanziati dall’Unione europea o quelli in materia di informatica”. Manuela Caracciolo