“Il Comune non darà mai il proprio assenso a un progetto di centrale idroelettrica sul Tanaro che costituisca pericolose interferenze con la foce del Borbore”: lo ha detto l’assessore all’Ambiente Alberto Pasta chiudendo il partecipato incontro “Il Tanaro di ieri e di oggi” che ha aperto, sabato scorso, la rassegna Verdeterra ideata dall’Associazione culturale Comunica. Una sottolineatura attesa da chi, tra il pubblico, poco prima aveva sollevato dubbi su quel piano, interpretando le preoccupazioni degli abitanti della zona del Borbore. “Dobbiamo stare attenti a scongiurare danni che potrebbero mettere a rischio l’incolumità delle persone” il monito di Luciano Montanella, volto storico dei pescatori astigiani, uno che i corsi d’acqua li conosce bene. Anche secondo Pasta quel piano va rivisto: “Presto organizzeremo un incontro pubblico per discuterne con i residenti e tutti i cittadini interessati” ha annunciato. Il Tanaro di oggi, per riferirsi al titolo della conversazione, moderata dalla giornalista Laura Nosenzo, è un fiume il cui stato di salute è attualmente classificato come “buono” nel tratto tra San Martino Alfieri e Castello d’Annone, dunque con il segmento di Asti città incluso. Ma, come ha sottolineato Mariuccia Cirio, dirigente dell’Arpa, bisognerà impegnarsi per mantenere questa condizione fino al 2021 (data entro cui, secondo l’Unione Europea, sarà obbligatorio confermare o raggiungere questo obiettivo): perché uno dei pericoli potrebbe arrivare dalle attività umane, per esempio da nuove urbanizzazioni lungo il corso d’acqua. E allora c’è chi, come l’architetto Piergiorgio Pascolati, tira fuori progetti rimasti nel cassetto da dieci anni e propone un cambio di strategia: “L’idea di una pista ciclabile ad anello, 3-4 chilometri dedicati anche ai giovani ciclisti che, dovendo allenarsi, abbandonerebbero finalmente strade pericolose, era nata per avvicinare al Tanaro i tanti astigiani che oggi non lo frequentano. Ma la valorizzazione del fiume è nei piani dell’Amministrazione Comunale, cioè il Tanaro è considerato una risorsa? Dire che non ci sono soldi, come si è affermato in questi anni, equivale a stare fermi”. “Non è sempre vero che quando mancano le risorse non si può fare nulla – la risposta dell’assessore Pasta – lo stesso progetto della centrale idroelettrica prevede forme di compensazione ambientale: i soldi per la pista ciclabile, idea che sosterrò, potrebbero arrivare da lì. E altre risorse per tutelare concretamente realtà come i boschi di Valmanera o gli stagni di Belangero (entrambi siti di interesse comunitario), o per rendere più forte la lotta alle discariche abusive lungo il fiume, potrebbero arrivare dalla compensazione ambientale legata alla realizzazione dell’autostrada Asti-Cuneo: ho già posto la questione alla Provincia”. Asp e Autorità d’Ambito n°5 Astigiano Monferrato, hanno indicato rispettivamente il presidente Paolo Bagnadentro e Valentina Ghione (Ufficio Pianificazione), continueranno a operare affinché con nuove condotte fognarie o con il collegamento ai depuratori principali (ben 900 gli impianti attivi nell’Astigiano, di cui la maggior parte di piccole dimensioni) le acque reflue vengano trattate prima di finire nei corsi d’acqua. “Negli ultimi tre anni – ha detto Bagnadentro – sono stati regolarizzati 17 scarichi e, nell’immediato futuro, l’Asp prevede il collegamento con le zone di Torrazzo, Palucco e Carretti”. Intanto Gianfranco Miroglio, ex presidente dell’Ente Parchi, chiede di non dimenticare “il progetto del parco del Tanaro, perché anche questo non si fermi all’intenzione”. E Pasta annuncia come prossima la collocazione di sbarre lungo le stradine che conducono al fiume (in particolare nell’area dell’oasi Wwf) per impedire agli scaricatori abusivi di abbandonare i rifiuti sulle sponde. “Come lo abbiamo conosciuto noi, il Tanaro, non lo conoscerà più nessuno” dice tra il pubblico un anziano pescatore, che insieme ad altri amanti del fiume, ha voluto partecipare all’incontro portando i suoi vecchi attrezzi di pesca (reti, nasse, remi, ecc.). I ricordi dei testimoni sul “mare degli astigiani” frequentato nell’infanzia (Piero Fassi, rischiando le botte del padre, Erildo Ferro, per togliersi la fame) o per tutta la vita (Marco Merlo, 65 anni passati sull’acqua) fanno ridere e commuovere. Anche la ricerca di Comunica sui pescatori di frodo desta stupore: un mondo inimmaginabile, dicono le facce del pubblico, ma se si farà davvero qualcosa per il Tanaro, allora tutto questo sembrerà un po’ meno lontano.
Il Tanaro di oggi tra la centrale idroelettrica e il sogno di una pista ciclabile
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