E’ stata approvata nel corso della seduta del Consiglio Comunale tenutasi mercoledì 23 ottobre le controdeduzioni alle Osservazioni presentate al Progetto preliminare della Variante Strutturale relativo ai nuclei frazionali. Si tratta di un passaggio amministrativo molto importante in quanto le Osservazioni, pervenute in numero considerevole (134) concernevano molteplici aspetti della Variante. L’esame delle Osservazioni è stato l’occasione, per l’Amministrazione Brignolo, insediatasi nel 2012, di rivedere complessivamente l’impostazione della Variante alla luce delle più recenti condizioni socio-economiche. La Variante rappresenta infatti il risultato di un lungo iter procedimentale iniziato sotto l’Amministrazione Voglino nella prima metà del decennio scorso, con una situazione economica e, nello specifico del mercato edilizio, profondamente diversa da quella attuale. L’iter della strumento urbanistico si è sviluppato sotto le diverse Amministrazioni in un’ottica di proficuo confronto con i rappresentanti della popolazione residente nelle frazioni attraverso molteplici incontri e dibattiti pubblici, dai quali era poi scaturito il provvedimento adottato nel 2011. Rispetto a quanto contenuto, l’attuale Amministrazione ha ritenuto di cercare un punto di equilibrio maggiormente attento alle esigenze di risparmio del consumo del territorio, privilegiando quindi normative volte al recupero del tessuto già costruito ed a favorire il riuso degli immobili esistenti piuttosto che allo sviluppo di nuove aree. Infatti dei 148.000 mc complessivi di incremento previsti dalla Variante, solamente 30.000 rappresentano l’effettivo incremento di volumetria destinata ad essere ubicate in aree di nuovo impianto. Altri 87.500 mc circa previsti dalla variante sono infatti destinati all’ampliamento dei fabbricati esistenti nei nuclei frazionali allo scopo di meglio adattarli alle esigenze di abitabilità nelle case e consentire il permanere della popolazione nei nuclei frazionali. La Variante contiene inoltre molti aspetti innovativi sotto il profilo urbanistico; il superamento delle verifiche degli indici volumetrici per i nuclei frazionali a favore invece di verifiche sulla qualità del prodotto edilizio, rappresenta un elemento in linea con le più avanzate teorie urbanistiche contemporanee, sicuramente innovativo nella strumentazione astigiana. Altro elemento di forte innovazione è rappresentato nella Variante dalla volontà di tutelare integralmente l’area agricola posta ai piedi della Chiesa di Viatosto, lungo la strada Valmorone. Tale area è stata resa totalmente inedificabile, ma attraverso un meccanismo che, per non penalizzare i proprietari, genera, a fronte della cessione gratuita dell’area stessa, una volumetria pari a circa 29.000 mc utilizzabile su tutte le aree già edificate nel Comune. Anche per i nuovi comparti edificatori, la Variante prevede il rispetto di elevati standard qualitativi del prodotto edilizio da realizzare, in modo da conseguiere un inserimento ambientale ottimale delle costruzioni. Tutte le 134 osservazioni pervenute al progetto preliminare adottato nel 2011, sono state accuratamente vagliate dall’Amministrazione Comunale e, dopo l’istruttoria tecnica, sottoposte all’esame della Commissione Urbanistica che, sulla base di rigorosi criteri predeterminati e concordemente approvati, li ha esaminati ad una ad una, nel corso di ben sette sedute. Questo lavoro è un risultato molto proficuo per l’esame complessivo della pratica in Consiglio Comunale in quanto ha consentito il determinarsi di un’ampia convergenza di vedute tra l’attuale maggioranza e l’opposizione che hanno ulteriormente affinato il lavoro svolto in Commissione mediante un emendamento presentato congiuntamente da entrambi gli schieramenti ed approvato con la sola astensione di un consigliere. La pratica è stata successivamente approvata con 17 voti favorevoli, un voto di astensione e un solo voto contrario. “Si tratta di un uno strumento di pianificazione strategico per lo sviluppo delle noste frazioni – commenta il vicesindaco e assessore Urbanistica Davide Arri – che mira al come costruire in luogo del quanto costruire, la qualità rispetto alla quantità, realizzando un punto di equilibrio che orienta l’attività edilizia al recupero dell’edificato esistente attraverso una riduzione selettiva delle aree, evita lo spreco del territorio vergine e riserva mirati interventi di nuova edificazione a richieste di mono-bi famigliarità, ad interventi volti a risolvere carenze infrastrutturali (piazze, rotonde, strada di bordo, ecc..) o a soluzioni contenute vocate soprattutto ad insediamenti di residenzialità sociale volte a dare risposta alle esigenze abitative del nostro territorio, recependo anche richieste pervenute da aziende che vogliono aumentare i loro insediamenti e quindi i livelli occupazionali”.
Approvata la variante frazionale “uno strumento strategico per lo sviluppo della città”
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