Venerdì 10 gennaio Indi(e)avolato inaugura la stagione invernale 2014 con Edoardo Cremonese, il cantautore padovano presenterà in anteprima sul palco del Diavolo Rosso il nuovo disco “Siamo il remix dei nostri genitori” uscito l’11 ottobre per l’etichetta Libellula Music e Dischi Soviet Studio. Un disco fresco, intelligente e a presa rapida: dieci spaccati di vita raccontati dall’originale e personalissimo stile del cantautore padovano ed impreziositi da partecipazioni prestigiose tra cui Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale), Nicolò Carnesi, Alberto Pernazza (Ex Otago, Magellano) e molti altri. Forte di un tour di oltre 100 date col precedente disco “Per vedere Lost”, dal vivo Edoardo Cremonese, accompagnato dalla band i Bucanieri, propone uno spettacolo divertente ed emozionante. Mixato da Alberto Suriani all’Alpha Dept Studio di Bologna e prodotto artisticamente dallo stesso Edoardo Cremonese, “Siamo il remix dei nostri genitori” (Libellula/Dischi Soviet Studio) è un disco al confine, influenzato tanto da Enzo Jannacci e dal suo modo verace, squinternato, romantico ed italiano di intendere la musica parlando a tutti quanto da Damon Albarn e dalla sua attitudine semplice, gocattolosa e geniale di giostrare le sonorità unendo musicisti e stili senza mai perdere una coerenza sonora. A tenere il filo di Arianna e a dare uniformità a tutto il lavoro l’inconfondibile stile dell’autore, con il suo input compositivo strambo e diretto. Come un piccolo chimico e seguendo tutte le fasi del lavoro Edoardo Cremonese è andato alla ricerca di quanti più suoni, volti, colori, respiri e voci possibili, dosandoli a dovere per rendere completo il suo nuovo album. “Siamo il remix dei nostri genitori” è un disco in cui quello che conta è dare spazio alle storie e ai personaggi che lo compongono. Tantissimi gli ospiti musicali e non, tra cui Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, Nicolò Carnesi, Alberto Pernazza di Ex Otago e Magellano ed il pittore Carlo Alberto Rastelli che ha realizzato per la copertina un dipinto con il ritratto dell’amico autore. Anche questa volta, come in “Per vedere Lost”, il disco è stato registrato in un luogo bizzarro che il cantautore ha fatto suo: una lavanderia di una mansarda milanese, da condividere con la lavatrice imbottita di lenzuola e quant’altro. “A livello di scrittura volevo staccarmi il più possibile dall’ autoreferenzialità e dall’egocentrismo in cui spesso si cade nei progetti cantautorali come il mio, in un periodo in cui tutti esibiscono loro stessi – racconta Edoardo Cremonese -. Se ho parlato di me stesso l’ho fatto cercando di trattare le mie esperienze come se fossero quelle di chiunque altro, in generale insomma mi sono divertito a vestire i panni di altri personaggi cercando di non essere pretenzioso: è stata più che altro una tensione naturale. Per me ogni brano prima ancora di essere una canzone è una storia o un personaggio da raccontare, che di conseguenza necessita di una scenografia e di una ambientazione sonara adeguata, che ne faccia risaltare le caratteristiche ed “apra” le possibilità di interpretazione. Sotto questo punto di vista non mi sono posto limiti sonori particolari, a parte uno: non usare mai l’ukulele.” Il disco è accompagnato dal primo singolo “Siamo il remix dei nostri genitori”, il cui video è stato girato da Stefano Poletti ed ambientato nell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, ora sede del museo d’arte contemporanea MAPP (Museo d’arte Paolo Pini), scelto come luogo simbolo del positivo passaggio di testimone generazionale e della possibilità di cambiamento e apertura.
Edoardo Cremonese apre il 2014 dell’Indi(e)avolato
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