Archiviata la rappresentazione “Fino a quando cadrà la neve – La storia di Natale Pia”, proposta dal Teatro degli Acerbi alle scuole, entrano nel vivo le iniziative dell’Israt per la Giornata della memoria (27 gennaio). Cinque gli appuntamenti in calendario da venerdì 24 a lunedì 27 gennaio. Venerdì 24 Palazzo Mazzetti ospiterà, alle 17, la conferenza “Senza casa, senza paese: trasferimenti forzati e genocidi nel ‘900” a cura dell’Utea (ingresso libero). Relatrice Nicoletta Fasano, ricercatrice Israt, che ricorda: “Le guerre della prima metà del secolo scorso e i successivi cambiamenti di confine hanno causato spostamenti e trasferimenti forzati di enormi masse di civili. Le storie di milioni di individui, di profughi, ‘displaced persons’, sfollati, ‘stranieri indesiderabili’ sono state travolte non solo dalle macerie delle guerre, ma anche dai difficili anni della ricostruzione e della Guerra Fredda. Nodi storici irrisolti che segnano ancora il nostro presente alla ricerca di una difficile identità europea, incisa da ferite non ancora rimarginate”. Il programma dell’Israt, sostenuto da Consiglio Regionale del Piemonte e Comitato per la Resistenza e la Costituzione, proseguirà sabato 25 gennaio con un concerto di canti e musiche della tradizione ebraica fissato per le 21,30 nella chiesa parrocchiale di Settime (ingresso libero). Protagonista il quartetto Lè Haim, impegnato nella diffusione del Klezmer, musica che va oltre le mode e il tempo per trasmettere una grande intensità emotiva a chi l’ascolta e la esegue. In scena il cantore Angel J. Harkatz Kaufman, tenore lirico argentino, insieme a Andrea Testa (violino), Stefano Corsi (contrabbasso) e Alfredo Scalari (pianoforte). L’ensemble, nato a Verona, approfondisce la ricerca nell’ambito della musica classica ebraica. Harkatz, che fa parte del coro dell’Arena di Verona, discende da una famiglia emigrata in Argentina dall’Ucraina e dalla Polonia e ha ereditato la tradizione musicale liturgica ebraica dal bisnonno Yankl Harkatz, maestro di musica liturgica. Il concerto è organizzato dal Circolo Filarmonico Astigiano con la collaborazione dei Comuni di Settime e Asti. Domenica 26 gennaio doppio appuntamento: la Sinagoga di via Ottolenghi resterà aperta al pubblico con ingresso libero (visite dalle 10 alle 13 e 15 alle 18 a cura di Artefacta), mentre al Teatro Alfieri si terrà il recital “Non c’è nulla da aver paura”, liberamente tratto dal libro “Badenheim 1939” dello scrittore israeliano Aharon Appelfeld. In scena, alle 17,30, Simona Carapella (voce recitante), Maria Teresa Milano (voce solista) e il sestetto Mishkalé con le musiche Klezmer della tradizione ebraica. Ingresso 15 euro (2 euro per gli studenti). Fotografia toccante della vita ebraica prima della guerra, “Non c’è nulla di cui aver paura” svolge la propria trama a Badenheim, graziosa località austriaca di villeggiatura, dove in tanti arrivano a godersi le vacanze, le feste e gli amori estivi, ma soprattutto il celebre festival di musica organizzato dall’eccentrico dottor Pappenheim. All’improvviso, per ordine delle autorità, viene imposto agli ebrei di registrarsi a un misterioso dipartimento sanitario e, poco alla volta, in paese compaiono facchini operosi che scaricano rotoli di filo spinato, pali di cemento e attrezzature. Le voci si fanno sempre più insistenti: a quanto pare il regime sta organizzando trasferimenti di massa in Polonia. Qualcuno perde la testa di fronte ai segnali fin troppo chiari della catastrofe imminente. Ma sono in tanti a conservare l’ottimismo. Il festival di musica si farà e la vita continuerà come prima, nei caffè che profumano di strudel alle mele e letteratura, nei teatri in cui si applaude l’opera, nei giardini freschi di Badenheim “‘ir nefesh”, la città dell’anima, città di vacanza. Poi, un giorno qualunque, a Badenheim arriva un treno e gli ebrei partono per la Polonia, ma qualcuno continua a crederci: non c’è nulla di cui aver paura. Lo spettacolo, proposto dal Circolo Filarmonico Astigiano e dall’Israt, replicherà lunedì 27 gennaio per le scuole (alle 9,30 all’Archivio di Stato).
Una conferenza sui genocidi nel ‘900, un concerto e un recital per la Giornata della memoria
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