“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante… Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa”. Proprio come nel Piccolo Principe di Sanit Exupéri anche gli studenti astigiani della Casa di Carità coinvolti nel progetto “Il parco di Flora” sono in qualche modo diventati responsabili di un fazzoletto di città. Una concessione che si sono presi autonomamente nell’ambito dell’iniziativa nata proprio all’interno dell’istituto per mano di due operatori, Simona Catalano e Franco Rasulo, che con una decina di studenti del 1° e del 2° anno hanno adottato un parco cittadino, quello delle Antiche Mura. Il Boschetto dei Partigiani è diventato un progetto di riqualificazione urbana, ma anche di relazione intima e personale fra gli studenti, le loro storie e i luoghi. Proprio dall’incontro fra la realtà e le persone che gravitano attorno ad essa gli studenti hanno tracciato una mappa “emotiva” del Boschetto: c’è piazza immondizia, un’area del parco particolarmente trasandata e che gli studenti hanno periodicamente ripulito, il Sentiero Segreto, una strada poco battuta ma molto suggestiva e persino il giardino di Flora che prende il nome da una delle collaboratrici al progetto, una fetta di parco strappata all’incuria e trasformata in orto. Da due mesi gli studenti stanno lavorando attivamente, ripulendo la zona da immondizia e sterpaglie, ma anche piantando ortaggi e fiori. Una sorta di guerrilla gardening didattica che si è avvalsa di collaborazioni esterne, come quella dell’azienda Longo che ha regalato ai ragazzi diverse piantine da interrare, ma che di fatto si è autofinanziata. “Per far diventare il progetto realtà – hanno spiegato gli operatori – c’era necessità di acquistare attrezzi e sementi. Ai ragazzi è venuta un’idea su come racimolare qualche soldo: perché non vendere il pane fatto da loro a compagni di scuola e insegnanti? E così è stato fatto. In questo modo abbiamo avuto una base economica da cui partire”. L’entusiasmo del gruppo ha poi fatto il resto. Fra poco, quando la natura farà il suo corso, uno spicchio del Boschetto, quello che si affaccia su piazza Lugano, sponda Giobert, diventerà “La riva degli zucconi”. Gli studenti infatti hanno piantato zucche, ma anche peperoncini, pomodori e diversi fiori e se gli altri astigiani contribuiranno, non sporcando più il parco, l’idea di condivisione degli spazi alla base del progetto, diventerà realtà. Giovedì gli studenti hanno svolto l’ultima “lezione” all’aria aperta dell’anno, ma i promotori dell’iniziativa sono ottimisti. “La nostra speranza è che l’esperienza il prossimo anno si allarghi anche ad altre scuole, magari proprio quelle che gravitano attorno al Boschetto (Giobert, Liceo Artistico, Brofferio, ma anche Dante, Casa di Carità e altre) – spiegano gli operatori -. Il parco pulito e abbellito potrebbe abituare gli astigiani. Un modo anche per cambiare la memoria di un luogo da sempre considerato pericoloso e per questo poco frequentato nonostante la sua bellezza”. Gli studenti però non possono fare tutto da soli. Non hanno mezzi tecnici adatti a lavorare adeguatamente, per questo sperano nella collaborazione con le istituzioni. “Abbiamo già individuato altri tre luoghi del parco che non siamo in grado di pulire – spiegano – per questo ci rivolgeremo ai tecnici dell’Asp chiedendo loro di intervenire”. Perché la responsabilità di una rosa profumata come un polmone verde nel cuore della città, non può essere deputata esclusivamente a un gruppo, seppur volenteroso, di studenti.
Guerrilla gardening al Boschetto dei Partigiani con i ragazzi della Casa di Carità
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