“Seppur con esperienze diverse e diversa provenienza politica, abbiamo trovato una sintonia di lavoro ed obiettivi comuni che ci hanno spinto ad unire le nostre forze in questo ultimo anno di Consiglio Comunale. La sensibilizzazione del Consiglio sulle problematiche della Casa di Riposo, iniziata con una manifestazione, passata attraverso numerosi incontri per poi sfociare in Consiglio con un Ordine del giorno votato all’unanimità, è il chiaro segno di come la collaborazione sia utile e possa portare già nell’immediato a dei risultati concreti. Ci siamo ritrovati a dover contrastare insieme le scelte del Sindaco non coerenti con il programma elettorale, a cominciare dal completo smantellamento della coalizione di centrosinistra che l’aveva sostenuto e con un progressivo spostamento della maggioranza verso il centro e poi, nei fatti, verso politiche di centrodestra. I quattro anni di amministrazione sono trascorsi tra nomine poco trasparenti, concentrazione inopportune di incarichi (e di potere) quali la Presidenza della Provincia governata insieme alla destra, ed il CdA della Cassa di Risparmio di Asti, troppi cambi di assessori, “uomini d’oro” mai visti (forse perché mai supportati?) e così via. Anche le  poche scelte per la città, con risultati alquanto deludenti, non ci hanno trovato d’accordo: la viabilità e l’inquinamento non hanno avuto nessun miglioramento, le piste ciclabili realizzate con il PISU sono solo monconi di marciapiedi non collegati, la scelta scellerata del teleriscaldamento nell’area dell’ospedale non è approdata (per somma fortuna) a nessuna autorizzazione, la città ha perso una ventina di posizioni nella graduatoria di vivibilità, per non parlare della sicurezza dei cittadini dove deteniamo il primato tristissimo di furti e rapine. Il programma dell’Amministrazione si intitolava “Prima di tutto il lavoro”. Ebbene gli ultimi dati disponibili indicano segnali di ripresa in tutti i capoluoghi del Piemonte tranne ad Asti dove anche la cassa integrazione segna un + 8%, in nettissima controtendenza rispetto al Piemonte in cui diminuisce in media del 32%. Questo dimostra una responsabilità locale nella mancanza di capacità e di governo e nell’assenza di idee di sviluppo di lungo respiro. Tutto questo ci ha convinti del fatto che questa Giunta e questo sindaco non sono stati i  più adatti per governare Asti perché, giunti quasi alla fine del mandato, hanno dato prova di non essere  all’altezza del compito assegnato loro dai cittadini. La probabile conseguenza sarà, considerato anche il contesto generale, che alle prossime elezioni amministrative la percentuale dei votanti precipiti in basso consentendo l’elezione del futuro Sindaco con un pugno di voti. Questo è, a nostro avviso, il peggior rischio che si corre e contro il quale vorremmo opporci. Oggi vogliamo rivolgerci ai cittadini e proporre un altro modo di fare: chiedendo la loro attiva partecipazione democratica per portare finalmente la politica dove deve stare e cioè tra le persone che vivono ed affrontano tutti i giorni problemi e disagi, perché è con la collaborazione di tutti che si può migliorare la città. Nulla di straordinario o di eccezionale, né politica di partito né anti politica qualunquista, ma molto semplicemente il riappropriarsi del proprio rapporto con la città nel modo più diretto e consapevole possibile, cercando di coinvolgere le forze attive ed impegnate in un progetto serio, credibile e libero da condizionamenti. Cominceremo proponendo un questionario per porre il problema della partecipazione attiva dei cittadini nel disegnare il futuro nel quale vivranno chiedendo la loro collaborazione per lavorare insieme ad un altro “senso di città”. Organizzeremo poi incontri nei quartieri e nelle frazioni durante i quali discutere le criticità e condividere le possibili risoluzioni. Un altro obbiettivo sarà costituire un unico gruppo in Consiglio Comunale, di cui presto annunceremo il nome ed il capogruppo, per continuare il lavoro nell’anno che resta per questa Amministrazione. Inoltre, vista la condivisione che fin qui ci ha accomunato nell’affrontare i temi che di volta in volta venivano discussi in Consiglio, costruiremo insieme un programma su cui coalizzare tutti i soggetti politici e sociali, le associazioni ed i singoli cittadini che non si riconoscono nella politica come spartizione del potere o come omologazione al pensiero unico”. Anna Bosia, Clemente Elis Aceto, Massimo Scognamiglio