C’è la volontà della Regione di acquisire le tracce ferroviarie della linea Casale Monferrato-Asti-Alba: lo ha assicurato ieri a Torino l’assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco nell’incontro con i Comuni Unesco e i rappresentanti del Tavolo tecnico sulla mobilità sostenibile. Una dichiarazione che ha accolto la richiesta dell’ampia delegazione di amministratori locali e rappresentanti di associazioni e ordini professionali arrivati a Torino per chiedere la riapertura della linea, portando un documento che sollecitava, appunto, la Regione ad acquisire le tracce “nella prospettiva di accogliere le istanze di mobilità sostenibile di tutto il territorio del Sud Piemonte unificato dal riconoscimento di patrimonio dell’Unesco”. “Un buon suggerimento – ha commentato Balocco – Abbiamo chiuso un accordo con RFI tempo fa proprio su questo tema, ma in qualunque momento si può riaprire. Intanto stiamo lavorando con la Fondazione FS per riattivare, a fini turistici, la Asti-Castagnole-Nizza, progetto su cui ci confronteremo prioritariamente con voi”. La coesione della delegazione del Sud Piemonte che di lì a poco si sarebbe confrontata con Balocco e il presidente del Bacino Sud Est dell’Agenzia della mobilità piemontese, Paolo Filippi, è stata sottolineata, a inizio incontro, dalla consigliera regionale Angela Motta, che si è impegnata affinché il confronto con l’assessore ai Trasporti potesse avvenire in tempi brevi dopo l’assemblea pubblica di Alba: “E’ molto positivo che amministratori e associazioni lavorino con unità di intenti e progettualità alla riapertura della Casale-Asti-Alba: un obiettivo che concorre a rendere vivo il territorio del Sud Piemonte”. Federico Valetti, vicepresidente commissione regionale Trasporti, ha sostenuto che “coniugare turismo e servizi pendolari è una buona formula”, specificando come la riapertura delle linee debba avvenire “senza oneri aggiuntivi per la parte pubblica”. Balocco è stato sollecitato da molti interventi, che hanno tra l’altro sottolineato come la riattivazione della Casale-Asti-Alba rappresenti un fattore importante per la crescita del territorio Unesco, che il bacino di utenza della Asti-Alba è paragonabile a quello della Alba-Bra (quindi tutt’altro che secondario), che è importante offrire un servizio non solo ai turisti, ma anche a chi viaggia ogni giorno per lavoro o studio, senza trascurare la domanda di trasporto delle merci che potrebbe venire dalle attività produttive. Nell’accogliere la richiesta di acquisire le tracce ferroviarie (non solo della Casale-Asti-Alba, ma anche della Alessandria-Nizza-Cavallermaggiore), l’assessore ai Trasporti non ha mancato di sottolineare la necessità di dedicare “tutte le attenzioni alla sostenibilità economica del sistema del trasporto pubblico locale” e di “rendere competitiva la mobilità pubblica, rispetto a quella privata, sotto i profili della velocità e dell’economicità”. Balocco si è anche detto d’accordo sulla proposta della delegazione, contenuta nel documento, di attivare “di concerto con la Regione e l’Agenzia della mobilità piemontese uno studio (da finanziarsi anche con contributo regionale), preferibilmente svolto da giovani professionisti, per l’elaborazione di un piano complessivo di sviluppo territoriale che abbia al centro una efficiente e moderna mobilità ferroviaria, in grado di essere il motore di uno sviluppo sostenibile duraturo dei territori Unesco, anche attraverso interventi di tipo urbanistico a livello delle stazioni ferroviarie con adeguati collegamenti con i borghi circostanti”. Come acquisire le risorse per finanziare lo studio? L’indicazione della Regione: guardando a “enti locali, fondazioni bancarie, progetti europei”. Sì ai giovani professionisti, “ma che abbiano le giuste competenze”. E l’aspetto turistico, ha convenuto Balocco, “per il territorio Unesco può giocare un ruolo determinante” (1 milione e 80.000 i visitatori in Monferrato nel 2015, ha segnalato il Comune di Asti, e 650.000 nelle Langhe). “L’obiettivo, anche in questo caso che parliamo di ferrovie – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero – è operare per continuare a promuovere la qualità del territorio”. Di fronte alla richiesta, contenuta nel documento, che l’Agenzia della mobilità piemontese “effettui uno studio di valutazione della riattivazione di tutta la strategica direttrice Milano-(Casale-Asti-Castagnole delle Lanze-Alba)-Cuneo”, il presidente Filippi ha indicato che “tra l’Agenzia e RFI ci sono già state diverse riunioni per la riattivazione della Mortara-Casale, mentre da Casale ad Asti ci sono grosse criticità riguardanti la tecnologia e l’armamento”. L’approfondimento sui costi indicati da RFI per la riapertura delle linee e le modalità per procedere allo studio del piano sullo sviluppo territoriale della zona Unesco saranno ripresi in una prossima riunione: l’incontro è infatti terminato con l’intendimento di costituisce un gruppo di lavoro ristretto tra i rappresentanti del territorio, la Regione e l’Agenzia della mobilità piemontese. Resta da fissare la data della prima seduta. “Grande soddisfazione” per l’esito dell’incontro è stata espressa, a nome della delegazione, da Marco Devecchi. Questi i soggetti del territorio che hanno composto la nutrita delegazione: Asp, Comuni di Asti, Alba, Casale, Acqui Terme, Associazione Unesco, Osservatorio Paesaggio Astigiano, Associazione ferrovie piemontesi, Club Unesco Alba, Associazione Comuni Monferrato, Ordine degli ingegneri di Asti, Legambiente, esperti di trasporto (ferroviario e non).
Positivo l’incontro in Regione per la riapertura della Casale-Asti-Alba
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