“La visita all’ex Ospedale di viale alla Vittoria di martedì 23 gennaio da parte dei Consiglieri comunali del Gruppo Uniti si può ha evidenziato, come tutti gli organi di stampa hanno posto in risalto, quanto il porre mano al degrado del vecchio nosocomio sia un problema non più rinviabile. Ma la questione “immobili Asl” è soltanto la punta dell’iceberg di una problematica più generale: quella dei “contenitori in disuso”, alcuni ormai da decenni, che questa Giunta non può non affrontare. Nel prossimo mese di febbraio il Gruppo Uniti si può proporrà una serie di incontri per attivare un ampio confronto con tutte quei soggetti che, su tale tema, sono disposti a fornire un contributo concreto. Questa discussione, per essere incisiva e raccogliere consensi e contributi, deve necessariamente partire da un approfondito censimento sia delle singole situazioni di degrado, che degli immobili o aree che hanno potenzialità o che potranno in un prossimo futuro divenire elemento interessante per la loro funzione, possibilità di intervento e riuso. Si tratta di una vera e propria progettazione che avrà, come per tutte le opere tre stati di avanzamento: preliminare, definitivo ed esecutivo, e dovrà contenere un livello di progettazione capace di partire dal basso incontrando gli abitanti là dove i contenitori sono siti. Noi pensiamo che tale progettazione possa essere chiamata: “Piano regolatore dell’esistente” (già proposto dal nostro gruppo nella passata campagna elettorale): un Piano volto a creare uno sviluppo urbanistico non speculativo, non dissipatorio, compatibile con l’ambiente, coniugandolo con il bisogno di lavoro e la creazione di giusti profitti, si tratta di un Piano che, partendo da un censimento delle strutture pubbliche e private in disuso, sappia definire una programmazione e pianificazione degli interventi che non sia “un libro dei sogni” ma che, nel tempo, riesca a “bonificare” le situazione esistenti a partire da quelle più degradate. Un Piano regolatore dell’esistente che deve confrontarsi con le opere annunciate e non ancora avviate come ad es. il nuovo Palasport, sul quale ci si deve interrogare al fine di capire se risulti funzionale e non impattante collocarlo dove previsto, come anche la possibilità della realizzazione di una seconda piscina coperta. I ragionamenti sono molteplici e riguardano tante situazioni, anche molto diverse tra loro sul piano urbanistico, stabilendo quali priorità nelle opere di intervento, quali forme e canali di finanziamento siano possibili con la partecipazione della parte pubblica, quali forme di agevolazione, detrazioni e finanziamento siano possibili per i privati che manifestassero interesse per una delle strutture inserite nel “Piano Regolatore dell’Esistente. C’è insomma da pensare e ragionare e soprattutto porre in essere quella volontà politica capace di vincere l’inerzia esistente. Come primo elemento di contributo presenteremo, la prossima settimana, il censimento effettuato sugli immobili e aree che proponiamo di far rientrate in questo Piano Regolatore dell’Esistente”.
Beppe Passarino, Michele Anselmo, Gruppo Consiliare Uniti si può
Urbanistica ad Asti. Uniti si può: “Pensiamo a un piano regolatore dell’esistente”
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