Ci sono storie che non solo meritano di essere raccontate ma che meritano di essere vissute. Ci sono ragazzi che credono nella bellezza, nel fatto che con impegno qualcosa si possa fare. E si tratta di qualcosa di grande, parlare di criminalità organizzata, portando in giro per l’Italia il proprio progetto lavorativo, un progetto che parla di una cooperativa sociale su beni confiscati alle mafie.
Loro sono Chiara Sacchetto e Luigi Gilardetti, 20enni di San Damiano, che da un anno si sono buttati in un’idea che ora sta diventando realtà. Quella di creare una cooperativa a Cancello ed Arnone, in provincia di Caserta, in un terreno confiscato a Michele Zagaria e dedicato a Michele Landa, un metronottte con la passione dell’agricoltura ucciso dalla camorra nel 2006.
Un passato da giovani scout, una passione per l’agricoltura lui e per raccontare storie lei, e un obiettivo comune realizzare qualcosa di bello, per dimostrare con la forza dei 20 anni che dal letame nascono i fiori, per dirla alla De Andrè.
Non sono soli Chiara e Luigi, ma fanno parte di un gruppo di persone che crede che con il lavoro e l’impegno sociale si possano riscattare non solo terreni, ma storie e vite. Così da un anno i due giovani sandamianesi, lei lavora in uno studio grafico e lui gestisce una piccola struttura alberghiera nell’Astigiano, da mesi fanno la spola fra il Piemonte e la Campania dove si trovano i dieci ettari su cui la cooperativa Esperanto sta lavorando al progetto “La buona terra”.
Quest’anno hanno piantato i pomodori su un ettaro di campi e hanno prodotto passate che verranno inserite nei circuiti di vendita dei gruppi di acquisto e in altre realtà del mercato solidale.
“L’obiettivo è arrivare a tre ettari già nel 2019”, spiegano i ragazzi. Nella “Buona Terra” sono impiegate una decina di persone, per la maggior parte vittime di caporalato assunti con contratti part time o borse lavoro.
Chiara e Luigi si occupano di un aspetto importantissimo, specie nell’era del 4.0 e dei social. “Noi gestiamo la comunicazione del progetto – spigano Sacchetto e Gilardetti -. Crediamo che sia utile fare conoscere queste realtà a tutti e non lasciarle relegate al solo Mezzogiorno”.
Per questo, assieme ad altre due cooperative oltre a Esperanto (Villa Giaquinto e Apeiron), hanno girato l’Italia con un tour cultural-gastronomico in sei tappe. Hanno cioè toccato le città proponendo cene con prodotti delle cooperative che lavorano sui beni confiscati e hanno raccontato storie di mafie a chi crede di vivere in realtà distanti da questo fenomeno.
“Il nostro obiettivo è fare rete, fare conoscere il nostro progetto per poter promuovere al meglio i prodotti della Buona terra ma è soprattutto fare capire che la criminalità non è una questione esclusiva del Sud Italia”, hanno spiegato Chiara e Luigi.
Hanno deciso di non trasferirsi in Sicilia, ma di contribuire da qui, da un paese dell’Astigiano “scendendo solo quando serve, praticamente spesso, perché possiamo mantenere alta l’attenzione sulle mafie anche da 700 chilometri di distanza”.
Nel 2019 la Buona Terra diventerà cooperativa sociale e amplierà la sua produzione di passate che verranno vendute in tutto il Paese a prezzo trasparenti ed etici.
“Anche acquistando un semplice barattolo di pomodori si può compiere un gesto etico, si può contribuire a cambiare le cose e si possono conoscere storie che nella nostra vita potrebbero fare la differenza”, concludono i ragazzi.
Come è successo a Chiara e Luigi che nel loro passato da scout prima e di ragazzi impegnati oggi, si sono imbattuti in storie e persone che li hanno indotti a cambiare vita e a fare la differenza.
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