Dalle fornaci al rilancio della “cattedrale” per lo sviluppo del territorio di Villafranca
Successo oltre ogni previsione per “Luci sulle fornaci”, il convegno promosso sabato scorso a Villafranca per ripercorrere i circa 130 anni di lavoro laterizio sul territorio: 250 i partecipanti, tra cui molti ex dipendenti e familiari, che hanno raggiunto la “cattedrale” della Rdb, aperta per l’occasione.
Uno spazio ormai privo degli storici impianti, ma ancora ricco di atmosfera e ricordi grazie all’Associazione culturale Per San Rocco che ha organizzato l’evento, promosso dal Comune e sostenuto dall’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano, presente con il presidente Bruno Colombo e Massimo Barbero.
L’alta partecipazione è stata sottolineata dal sindaco Anna Macchia: “Quando parliamo della nostra storia la comunitĂ risponde: un interesse che dobbiamo saper cogliere e coltivare”.
Particolarmente significative alcune presenze, come quella di Giovanni Massocco, inventore di una macchina per la lavorazione dei travetti in precompresso, brevettata e commercializzata dall’Rdb. I suoi ricordi (e anche quelli di suo padre, entrambi fornaciai) sono stati determinanti per la ricostruzione storica curata da Nico Novara, anima del convegno e vicepresidente dell’Associazione Per San Rocco, guidata da Patrizia Grosso.
Centotrenta anni di storia del lavoro laterizio sono stati ripercorsi dalle relazioni degli esperti e da chi ha partecipato all’attivitĂ produttiva, considerata la piĂą importante della Valtriversa (a Villafranca si sono susseguite, a partire dal 1870, le realtĂ Goria, Pasquina e Rdb, chiusa nel 1997).
Memoria non solo come un ricordo lontano: l’apertura del convegno è stata segnata dal suono della sirena – che scandiva la giornata lavorativa dei fornaciai, ma anche lo scorrere del tempo per gli abitanti di Villafranca e dintorni -, emozionando i presenti.
Dirigenti, tecnici o operai, i lavoratori del laterizio sono ricomparsi per un giorno nella “cattedrale” con la consapevolezza di aver fatto parte di una famiglia che ha compiuto un percorso condiviso, superando tante fatiche e difficoltĂ . Esempio tangibile di questo spirito di appartenenza è stato Sergio Garrone, che ha scelto di partecipare indossando tuta e cappellino aziendali, indumenti da lavoro per tanti anni. C’è stato chi ha portato oggetti e attrezzi, gelosamente conservati a casa, che il tempo ha trasformato in veri e propri “pezzi da museo” di archeologia industriale.
Presenze e testimonianze che hanno dato un valore aggiunto all’evento, moderato da Giancarlo Malabaila.
“Questo lavoro – il commento di Nico Novara – ha permesso di mettere insieme i tasselli di una serie di esperienze e di eventi che erano stati accantonati, rischiando di cadere nell’oblio. Gli archivi hanno fornito dati essenziali, mentre i racconti e le fotografie, esposte al convegno, hanno permesso la ricostruzione di una storia non solo produttiva, ma soprattutto umana”.
Molto interessanti la proposta di un ecomuseo del laterizio contenuta in una tesi di laurea del 1999 sul recupero dell’ex fornace Rdb firmata da Cristina Musso, Fabio Musso e Luca Ottaviani, architetti applauditi al convegno, e la relazione di Gabriella Forno, giĂ docente di Scienze Geologiche all’UniversitĂ di Torino, che si è soffermata sull’importanza del Villafranchiano.
Tirando le somme: “A testimonianza dell’importanza del periodo geologico illustrato dalla professoressa Forno – annuncia il sindaco Macchia – ci impegniamo a ripulire la parete dell’ex cava Rdb, di proprietĂ comunale, dove è possibile vedere la stratificazione del terreno, rintracciando i segni antichi del territorio. In futuro, se troveremo i fondi per il Museo interattivo del Villafranchiano, ci piacerebbe inserire una sezione sul lavoro laterizio, valorizzando la tesi di laurea sull’ecomuseo esposta al convegno”.
Per Nico Novara “la ‘cattedrale’ ora è nella mani di un’unica proprietĂ : il mio augurio è che possa ospitare un progetto di sviluppo del territorio che sappia rilanciare aspetti come l’occupazione, il turismo, il commercio, la cultura”.
Una conferma è venuta, durante il convegno, da Gianpiero Martinetti, proprietario dell’ex fornace: “Adesso è agevole programmare attivitĂ che abbiano anche una ricaduta sul territorio. Oggi molte persone hanno ammirato per la prima volta l’architettura interna della ‘cattedrale’: non escludo si possa, in futuro, attrezzare una parte di questo enorme spazio come sala polifunzionale per grandi eventi”.