La denuncia della Cgil: “I disservizi di Poste Italiane non devono ricadere sui lavoratori e sui soggetti più fragili, gli anziani”
Come Slc Cgil e come Sei Cgil siamo costretti a denunciare che le risorse per il finanziamento del Servizio Universale sono insufficienti, in quanto ferme da anni e non è proporzionale ai livelli di servizio richiesti, e tutto questo ha portato ad una corsa da parte di Poste Italiane verso il risparmio e al taglio dei costi. Provocando anche parecchi disservizi verso gli anziani, le persone più fragili, che a causa di questi tagli non ricevono più i loro servizi.
E’ quanto sta accadendo ad esempio per la rivista LiberEtà, che con il nuovo contratto di programma la consegna è passata da tre a cinque giorni. Il giornalino a cui sono abbonati sulla nostra provincia molte pensionate e pensionati ormai si riceve in ritardo e in alcuni casi non lo si riceve proprio. Per non parlare delle bollette che vengono regolarmente recapitate quando ormai sono già scadute da giorni o le comunicazioni Inps che arrivano in ritardo o non arrivano. Risultato: more sulle bollette, mancati avvisi di visita medica, esenzioni ticket che si perdono.
Un pensionato con 600-800 euro al mese non può permettersi 10 euro di mora, o dover fare diversi Km per andare all’Inps a recuperare le comunicazioni.
L’impoverimento e smantellamento del servizio pubblico universale non è però l’unica causa di questi disservizi, come da tempo stiamo denunciando come Slc Cgil.
Purtroppo tutto questo è anche la conseguenza della riorganizzazione dell’intero settore sottoscritta da quattro organizzazioni sindacali firmatarie del vigente Ccnl. Ad Asti la riorganizzazione ha portato al taglio di 21 zone portalettere per istituire 42 zone Corriere. Mentre sulla provincia sono state tagliate ulteriori quattro zone portalettere a Canelli e ulteriori quattro zone portalettere a Villafranca, andando ad aumentare i carichi di lavoro e lo stress per il personale in servizio, visto che sono state create zone talmente grandi che per i portalettere è diventato impossibile terminare la consegna all’interno dell’orario di lavoro, con la conseguenza che parecchia corrispondenza viene riportata indietro. Tant’è che all’interno dei centri sotto i banchetti di parecchie zone c’è parecchia corrispondenza giacente.
La denuncia di oggi che desideriamo portare all’attenzione della Collettività è che la riorganizzazione decisa a livello nazionale dell’intero settore datata 27 novembre 2024 e le modifiche della legge di Bilancio 2026 che ha introdotte alcune variazioni al Servizio Universale ha creato un mix perfetto di disservizi (che ovviamente stanno pagando le persone più fragili e i lavoratori dell’intero settore) con conseguenze a volte anche poco piacevoli, in quanto spesso sentiamo dire che “è il postino che non ha voglia di lavorare”, mentre la realtà è che il portalettere non ha la possibilità di svolgere diligentemente il proprio incarico.
Patrizia Bortolin, Rsu e Rls per Slc Cgil in Poste Italiane Spa