Meditando la Parola: Ricevete lo Spirito Santo
Il commento al Vangelo di domenica 24 maggio (Gv 20,19-23) a cura di Margherita Gallo
La forza promessa agli Apostoli domenica scorsa, nel giorno dell’Ascensione, oggi diventa realtà: come vento impetuoso scende lo Spirito Santo. Nonostante la sua forza dirompente, questo fragore non è destinato a disperdersi, ma è un dono definitivo: rimarrà con loro, e con ciascuno di noi, per sempre.
Eppure, c’è un dettaglio nel Vangelo che mi colpisce profondamente: lo Spirito arriva mentre i discepoli si trovano al chiuso. Sono stati proprio loro, i compagni di Gesù, a sbarrare le porte per paura. E allora mi chiedo: quante volte abbiamo chiuso una porta? A cosa cerchiamo di impedire l’ingresso nel nostro cuore?
Ma la bellezza della Pentecoste sta proprio qui: Dio non si ferma davanti alle nostre porte sbarrate. Per quanti ostacoli proviamo a porgli sul cammino, Egli si fa strada con dolcezza nelle nostre vite, affinché tutte le lingue possano finalmente proclamare il suo messaggio che dona serenità.
Da questo momento in poi cambia tutto. Gesù non è più un maestro che cammina accanto a noi, una figura storica, insomma, ma diventa una presenza viva che abita dentro di noi. Lo Spirito Santo entra nelle nostre vite proprio per spalancare quelle finestre che avevamo sigillato, liberandoci dalle nostre chiusure e portando una pace profonda che scaccia ogni timore. Il suo messaggio di salvezza e di gioia non è un segreto da custodire, ma un fuoco da condividere. Oggi siamo chiamati ad aprire quelle porte, uscire dalle nostre paure e portare questa felicità vera a più persone possibili.