Il Piemonte piange la scomparsa di Carlin Petrini
La notizia della morte di Carlo “Carlin” Petrini, 76 anni, fondatore di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, avvenuta nella sera di giovedì 21 marzo, ha suscitato cordoglio in molti ambienti non solo dell’enogastrobomia, ma anche della cultura e della politica piemontese.
Il visionario del cibo, fondatore anche di Terra Madre, la rete mondiale che riunisce contadini, pastori, pescatori, cuochi, accademici e consumatori per promuove la sovranità alimentare, la biodiversità e un modello di agricoltura sostenibile, è stato ricordato dal presidente della Regione Alberto Cirio: “Con la scomparsa di Carlo Petrini se ne va un uomo straordinario che ha cambiato la cultura agricola del nostro Paese e del mondo intero. Innamorato della terra, con la sua intelligenza, la sua visione e la sua capacità di guardare lontano ha insegnato a tutti noi che la sostenibilità e il rispetto della natura sono un atto politico, civico e umano prima che ambientale; che quella contadina non è un’attività, ma una cultura che deve essere giusta e avere dignità ovunque la si pratichi. Pensatore acuto, mai banale, instancabile studioso, curioso del mondo e degli uomini, ha saputo essere uno stimolo prezioso per tutti coloro che ha incontrato sulla strada, e sono stati tantissimi. Per il nostro Piemonte, la sua perdita è ancora più dolorosa, perché con Slow Food, Terra Madre, l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, Petrini ha costruito un pezzo importante di ciò che oggi sono il Piemonte e la sua eccellenza agricola e enogastronomica. Per me, poi, se ne va un caro amico, con il quale ho avuto il piacere e l’onore di confrontarmi molte volte e da cui ho imparato tanto. Alla sua famiglia, agli amici e a tutta la comunità di Slow Food, l’abbraccio mio e della Regione Piemonte. Grazie Carlin, ci hai reso tutti un po’ migliori e ci mancherai moltissimo”.
Anche l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni lo ha voluto ricordare: “Fra le tante cose per cui Carlin Petrini ci mancherà e per cui dobbiamo essergli grati, c’è che ha reso patrimonio universale un rapporto con il cibo e la terra iscritto da sempre nel Dna del Piemonte e dei Piemontesi. Non a caso il movimento SlowFood, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il Salone del Gusto e Terra Madre sono nati qui e non altrove. Il senso etico dell’atto del cibarsi, la memoria e la sapienza tramandata dai nostri nonni contadini hanno riscritto la consapevolezza di un cibo buono, pulito e giusto, e da idea controcorrente oggi sono diventati patrimonio universale e condiviso che ha risvegliato la consapevolezza del valore del nostro cibo, delle nostre eccellenze agroalimentari e dei loro produttori. Carlin è stato il primo difensore delle produzioni di qualità che identificano i territori, e ha aperto la porta che poi tanti di noi hanno attraversato. È quello stesso rapporto che sa unire tradizione e innovazione, rispetto e convivialità, piacere del gusto e salute che ha consacrato la cucina italiana, prima al mondo, come Patrimonio universale Unesco. Anche per questo lascia un vuoto incolmabile”.
Anche il Banco Alimentare del Piemonte esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, figura visionaria e instancabile promotore di una cultura del cibo fondata su dignità, sostenibilità e solidarietà: “Valori che sono il cuore del nostro impegno quotidiano accanto alle persone più fragili – commenta Francesco Rondinelli, presidente del Banco Alimentare del Piemonte -. Il suo lavoro per la tutela del territorio, la lotta allo spreco alimentare e la costruzione di un modello più giusto e responsabile di produzione e consumo ha lasciato un segno profondo nelle comunità piemontesi e in tutto il mondo”.
Cordoglio espresso anche dal Consorzio dell’Asti Docg: “A nome del Cda del Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti e di tutta la filiera esprimo il cordoglio per la perdita di Carlin Petrini. Il fondatore di Slow Food, di Terra Madre e dell’Università di Pollenzo, ma anche di tante altre iniziative di divulgazione e promozione della cultura etica e sostenibile del cibo e del vino, insieme al rispetto e alla tutela dei paesaggi e dell’ambiente naturale, è stato per tutti noi non solo un esempio, ma anche una fonte di ispirazione, una voce che ci ha parlato della bellezza che avevamo sotto gli occhi e che non sempre riusciamo a cogliere – commenta Stefano Ricagno -. Carlin Petrini è stato allo stesso tempo un maestro e un allievo: un maestro nel ricordarci le cose più importanti, le tradizioni che devono essere collegate alla consapevolezza del presente e a una necessaria visione del futuro; e un allievo nella voglia di comprendere le nuove esigenze, le giovani generazioni, l’afflato di un’umanità in cerca di una dimensione nuova, più giusta e di rispetto della nostra “Terra Madre”. Oggi abbiamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, il compito di portare avanti i suoi insegnamenti e le sue testimonianze. Grazie Carlin”.
“Un mondo senza Carlo Petrini è un mondo più povero”. E’ il pensiero invece dell’Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero. “Le sue colline oggi piangono il padre di Slow Food e dell’Università di Scienze gastronomiche, un uomo capace di vedere prima degli altri e immaginare un futuro per altri inimmaginabile, un sognatore che per questo mondo sognava equilibrio, rispetto e giustizia per tutti a partire dal cibo e dalla tavola – commentano il presidente Mariano Rabino, il direttore generale Bruno Bertero -. Costantemente attento ai temi del turismo e sostenitore della necessità di un equilibrio sociale con le comunità residenti, è stato un punto di riferimento per tutti e continuerà a esserlo. Un’eredità che continuerà a vivere nei nostri territori di Langhe Monferrato Roero dove ci impegniamo a lavorare su un modello di turismo che sappia mantenere l’autenticità e le persone felici”.
“Ciao Carlin. Il Piemonte e la Terra Madre perdono oggi un maestro, un visionario e una figura di rilievo globale”. Queste le parole del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale. “A lui dobbiamo l’intuizione di aver ideato il Salone del Gusto e Terra Madre, appuntamenti capaci di portare a Torino i produttori di ogni angolo del mondo e celebrati dalla stampa internazionale, da The Economist a Msnbc, come i più importanti eventi globali per l’agricoltura sostenibile. Resterà con noi la tua profonda capacità di farci capire che il cibo giusto, buono e pulito è cultura, oltre che una potente fonte di dialogo per la pace tra i popoli. Grazie per tutto quello che hai dato alla nostra terra”, commentano i consiglieri.
Il Gruppo Pd ricorda inoltre come l’impegno di Petrini avesse da tempo superato i confini nazionali, tanto da essere inserito dall’autorevole quotidiano britannico The Guardian – unico italiano presente – nella lista delle 50 persone che “potrebbero salvare il pianeta” per la sua lotta contro i danni ambientali del fast food e delle multinazionali, a tutela degli ecosistemi e della biodiversità. “Un attivista globale stimato dai grandi leader mondiali, ma che non ha mai perso il legame con le sue radici e con la difesa delle produzioni su piccola scala. La sua eredità rimarrà una guida per il Piemonte e per il mondo intero”, concludono.