Appelli per la liberazione di Leonarda Alberizia
“Che fine ha fatto Dina Alberizia? Che fine hanno fatto le nove persone che erano con lei?”, Se lo domanda il coordinamento Asti Est che interviene sull’arresto dell’ex insegnante di Albugnano di cui non si hanno notizie da domenica.
Alberizia, 67 anni, che già dalla scorsa settimana ci aveva raccontato le sorti del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla di cui fa parte, bloccato in Libia mentre cercava di portare aiuti umanitari a Gaza,
era con Domenico Centrone, 33 anni, di Molfetta, in provincia di Bari.
Le notizie raccontano che gli attivisti saranno processati davanti al tribunale di Bengasi per poi essere espulsi come immigrati clandestini e potrebbero rientrare nei prossimi giorni. Una notizia che fa il paio con quella arrivata dal convoglio di terra che sarebbe stato attaccato.
“Stavano cercando di raggiungere Gaza via Libia ed Egitto, portavano ambulanze, camion di viveri e case mobili. Sono state fermati dalle milizie libiche di Haftar (o dalle altre bande che imperversano in quei luoghi) e gli è stato impedito di proseguire, sono stati espulsi e dovrebbero rientrare a breve nei paesi di provenienza – continuano dal Coordinamento Asti Est -. Ma 10 di loro si erano staccati dal convoglio principale per cercare di ottenere un lasciapassare, di queste persone non si sa più nulla, forse in carcere a Bengasi ma non ci sono conferme. Tra di loro Dina Alberizia, professoressa in pensione, partita da Albugnano in provincia di Asti, persona molto attiva nella solidarietà internazionale e già partecipante ad altre missioni”. Il coordinamento chiede al sindaco di Albugnano, al presidente della Provincia di Asti e al presidente della Regione Piemonte “di premere sul governo nazionale perché si attivi ai massimi livelli ed ottenga la liberazione di Alberizia e di tutti gli altri”.
“Con le autorità libiche si parla volentieri, quando si tratta di fornire soldi, navi ed armi per fermare i migranti, si chiudono gli occhi su abusi e torture, si restituisce alla Libia il torturatore Al Masri nonostante sia imputato di crimini di guerra e contro l’umanità – concludono – E’ troppo chiedere alle autorità libiche che restituiscano Dina, l’altro nostro connazionale catturato e tutti gli altri, rei confessi del crimine di solidarietà?”.
Un appello per la sua liberazione arriva anche dai Vittoria Briccarello, Mauro Bosia e Alice Ravinale, rispettivamente consigliere comunale di minoranza, consigliere provinciale e consigliere regionale.
Leonarda Dina Alberizia, 67enne insegnante in pensione di Albugnano, è tra le persone arrestate dai soldati di Haftar in Libia e di cui non si hanno notizie da 48 ore – scrivono -. La nostra preoccupazione per lei e gli altri e le altre attiviste arrestate insieme a lei è massima. Viaggiava in un convoglio terrestre del Global Movement to Gaza, il Global Sumud Convoy, che a piedi stava marciando per raggiungere Gaza per portare aiuti umanitari attraverso l’Egitto e che si trovava in Libia. Chiediamo a tutte le istituzioni locali di tutelare Dina Alberizia: chiediamo al presidente Cirio e al presidente Nosenzo di attivarsi urgentemente presso Ministero e Governo perché venga immediatamente liberata e che le istituzioni italiane sostengono le missioni umanitarie, come la Flotilla o il Global Covoy, in cui persone comuni si mettono generosamente in gioco nel nome dell’umanità, facendo ciò che Governi complici della violenza infinita di Israele continuano vergognosamente a non fare”.