Tre domande a… Ileana Spalla e Sergio Danzi
Per Ileana Spalla e Sergio Danzi si prospetta una conclusione difficile e amara per l’esperienza della Casa del Teatro 3-L’Arcoscenico.
Lo storico spazio di via Scarampi 20, che per oltre tre lustri è stato un punto di riferimento centrale per la formazione e la produzione teatrale ad Asti, è infatti destinato alla demolizione per consentire i lavori di adeguamento della succursale della vicina scuola Monti.
Ne parliamo direttamente con i due attori-insegnanti in un momento di pausa del difficile compito di inscatolare “una vita di lavoro” dovendo scegliere tra cosa tenere e cosa buttare.
Si chiude un’epoca. Che cosa vi rimane di tutti questi anni?
“Ci portiamo dentro un bagaglio fatto di risate e commozione, di forti emozioni, di prove continue, di libri e copioni, sia classici sia riadattati, pensati per centinaia di ragazzi e ragazze che oggi sono diventati uomini e donne. Ventitré anni di incontri, di cui ricordiamo perfettamente ogni singolo nome e talento. Anche se la vita e il lavoro ci hanno a volte allontanati, in questi giorni abbiamo avuto la conferma che, nei momenti che contano, tutti sanno ritrovare la strada di casa. Per scacciare quella sensazione di ‘fine di tutto’, abbiamo voluto fare festa per una settimana intera. Abbiamo riabbracciato il nostro primo. storico gruppo dei tempi del Centro Giovani, che oggi si è presentato con i figli al seguito, fino ad arrivare agli allievi più recenti. Insomma, abbiamo voluto chiudere in bellezza: con il sorriso sulle labbra e un sincero arrivederci”.
Avete lanciato tanti giovani talenti. E’ il vostro orgoglio?
“Effettivamente sono passati in questi 14 anni tanti ragazzi, e alcuni hanno dimostrato subito le loro qualità e la possibilità di andare oltre. Noi li abbiamo sempre incoraggiati e spinti a fare corsi più importanti e prodromici a entrare nel difficile mondo del teatro. Mi viene in mente, Martina Lovece, che adesso insegna alla Scuola Grock di Milano, Sara Manzoni, Chiara Sacco, solo per citarne alcuni. Non dimentichiamo neppure il nostro concorso ‘Attori Doc’ che è stato un’altra fucina di talenti tra cui Jacopo Morra, che sta avendo una brillante carriera.
Tanti altri non hanno voluto proseguire per mille motivi ed erano altrettanto portati”.
L’amore della gente deve essere stato straordinario e inatteso. Vero?
“La vicinanza non è arrivata solo dai nostri ragazzi e dalle loro famiglie: anche chi ci conosce appena ha voluto manifestare solidarietà, a partire dai residenti di via Scarampi, sinceramente dispiaciuti. In molti si offrono di aiutarci con il trasloco e tutti si domandano quale sarà la nostra destinazione. Quando spieghiamo che, per il momento, dovremo ripiegare su un magazzino, il rammarico si fa ancora più evidente. La proroga di sei mesi concessa dal Comune, che ci ha permesso di portare in scena il saggio finale anche quest’anno, era stata erroneamente interpretata da alcuni come una soluzione definitiva. Pensando che l’emergenza fosse rientrata, molti si ritrovano oggi a condividere con noi una rinnovata amarezza”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 26 giugno 2026
Massimo Allario