Il nuovo mercato è promosso ma…
Un mercato centrale che valorizza gli ambulanti, la città, che piace ai clienti e che è di sostegno anche al piccolo commercio. La nuova formula del mercato cittadino da qualche settimana distribuito tra piazza del Palio, con una nuova configurazione, e piazza Libertà e largo Saracco sembra non scontentare proprio nessuno.
Mercoledì, nonostante il caldo, il flusso di persone era alto e i commercianti soddisfatti, come lo erano i rappresentanti nazionali dell’associazione Ana Ugl in visita in città per fare un punto della situazione. Certo a livello nazionale le problematiche che vive la categoria non sono poche e ora, bastone tra le ruote, ci si mette anche la direttiva Bolkestein che stabilisce che, per le attività economiche che sfruttano beni pubblici limitati (come le spiagge), le concessioni non possono essere rinnovate automaticamente ma devono essere assegnate tramite gare pubbliche e trasparenti.
Se l’esempio delle spiagge fa discutere e per molti è un bene che possano cambiare modalità di assegnazione per quanto riguarda gli ambulanti la musica cambia.
Perché parliamo di un settore che senza sostegni, inteso come politiche da parte dello Stato, rischia il collasso. “A livello nazionale abbiamo accusato la chiusura di 61 mila attività negli ultimi otto anni”, ha commentato Marrigo Rosato, segretario nazionale Ana Ugl, accompagnato in città anche dal presidente nazionale dell’associazione di ambulanti Ivano Zonetti.
“Chiediamo al Governo non bonus ma politiche come l’apertura di un tavolo di crisi al Ministero delle Imprese del Made in Italy e chiediamo lo stop ai bandi legati alla direttiva Bolkestein temendo che alcuni comuni ispirati dalla scelta di grandi città come Roma, Milano e Reggio Calabria possano estendere le procedure anche dove non necessario”, ha dichiarato.
Parliamo di un settore duramente colpito dalle crisi, prima quella dettata dal covid che ha radicalmente cambiato anche le abitudini dei clienti, per arrivare a quelle dettate dalle guerre. “In pochi anni in Piemonte si sono persi 3000 posti nel nostro settore”, ha aggiunto .
E anche ad Asti la situazione non è delle più rosse. Basti pensare che se fino a una manciata di anni fa i banchi erano 300 oggi se ne contano poco più di 180 e la situazione, sempre sono l’Ana Ugl sarebbe ulteriormente peggiorata se il mercato fosse rimasto unificato in piazza del Palio.
Invece dopo mesi di concertazioni l’amministrazione comunale nella personale dell’assessore al Commercio Loretta Bologna è andata incontro alle richieste dei mercatali, “sdoppiando” nuovamente i banchi tra piazza”di sotto” e piazza Libertà, e anche in giorni di AstiMusica, la scelta è stata quella di non rimandarli giù.
“Questo ha segnato un futuro migliore per il nostro mercato”, ha sottolineato Sergio Picone, ai vertici piemontesi dell’associazione.
Ma c’è la possibilità di migliorare ancora.
L’idea è quella di cambiare il pagamento del canone di locazione che attualmente è annuale, facendolo diventare giornaliero. “A Torino è stata già testata una App che permette di pagare la quota quando effettivamente si occupa lo stallo, un po’ come si fa per i parcheggi – ha spiegato il segretario regionale Enzo Arleri -. Perché attualmente tra festività e meteo avverso un ambulante “spreca” almeno un mese di posteggio pagato l’anno”.
Una miglioria che l’Ana Ugl proporrà all’amministrazione comunale. Nel contesto è emersa poi la necessità a livello più “globale” del rilancio dei mercati e delle fiere che dovrebbero essere trattati come “beni storici” e da preservare, ma anche la necessità di tutelare la categoria da concessioni a termine che minano “investimenti” a lungo termine: “La nuova direttiva fissata al 2032 non permetterebbe a un giovane che voglia fare questo mestiere di avere un futuro”, ha aggiunto Arleri.
Le cose sono semplici: se tra meno di una decina di anni la mia concessione dovesse scadere perché allora acquistarla oggi? “In questo modo lo Stato uccide anche le possibilità lavorative di quei figli che vorrebbero continuare il lavoro dei padri”, ha continuato il segretario.
Insomma per l’Ana Ugl servono politiche perché “se il commercio vive, vive anche la città”.