È stato approvato nella seduta di ieri del Consiglio regionale il nuovo Piano socio-sanitario 2012-2015, che si pone l’obiettivo di affrontare il problema di aumento dei costi di un sistema sanitario, quello piemontese, buono ma costoso, mantenendo nel tempo la sostenibilità del sistema stesso.
Negli ultimi dieci anni, l’andamento dei costi del sistema piemontese è salito di circa 400 milioni di euro l’anno, passando da 6 miliardi di euro del 2002 a 8,5 miliardi del 2010. Per la prima volta, il 2011 ha segnato una diminuzione della spesa sanitaria di circa 135 milioni.
Per lavorare in un’ottica di sostenibilità economica, occorre creare realtà di dimensioni economiche migliori, mettendo a fattor comune attività quali gli acquisti, lo stoccaggio, la distribuzione, il controllo di gestione ecc, attività fino ad oggi svolte da ciascuna azienda sanitaria regionale singolarmente (21 in totale).
La riforma sanitaria prevede la costituzione di sei Federazioni, società consortili in capo alle quali saranno poste tali attività, generando grossi risparmi sui volumi aumentati per “effetto scala”, un passaggio giuridico che non avrà alcuna conseguenza sui cittadini.
Oltre alla nascita delle Federazioni, elemento fondante della riforma sanitaria appena approvata, è la programmazione della rete ospedaliera.
Le varie attività che verranno integrate nelle diverse strutture a seconda della suddetta gerarchizzazione risponderanno al concetto di grandi volumi che consentono la visibilità di una grande casistica.
Il rafforzamento del Servizio di Emergenza 118 costituisce un ulteriore tassello della riforma. Verrà significativamente potenziata la flotta su terra e sarà riorganizzato il servizio di elisoccorso attraverso l’introduzione del volo notturno.
Anche i Dea e i Pronto soccorsi saranno riorganizzati, servendo con strutture più idonee i codici bianchi e verdi, elemento che consentirà di alleggerire le strutture di emergenza liberando posti per i casi più gravi.
La disponibilità maggiore di strutture per la riabilitazione post acuta creerà più disponibilità di posti letto negli ospedali e consentirà più facili ricoveri dei codici gialli e rossi, alleviando il cronico carico di Dea e PS.
“Questo Piano – commenta il presidente della Regione, Roberto Cota – segna una svolta importante: è la prima grande riforma che si fa in Regione Piemonte. Ed è la prima volta che, da quando esistono le Regioni, il Piemonte sceglie un suo modello di organizzazione sanitaria, adottato in base all’esigenza di avere un sistema moderno ed efficiente che faccia funzionare gli ospedali secondo il criterio dell’appropriatezza. Altro obiettivo è quello di tenere sotto controllo la spesa sanitaria, che è stata una delle principali cause dell’indebitamento in cui versa la Regione. Questo nuovo sistema è rispondente alle caratteristiche del Piemonte che ha una grande estensione, tanti piccoli Comuni ed ha bisogno di più presidi che però siano coordinati in rete. Ringrazio l’assessore Monferino per l’importante lavoro svolto e tutto il Consiglio”.
“Il nuovo Piano socio-sanitario – aggiunge l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Paolo Monferino – nasce dalla necessità di controllare la crescita dei costi della sanità piemontese, contenendoli attraverso la creazione di un sistema sostenibile nel tempo e garantendo un’alta qualità dei servizi. La rete ospedaliera e la centralizzazione dei servizi attraverso la costituzione delle Federazioni permetterà di liberare risorse importanti che saranno investite nel sociale per rispondere alle crescenti esigenze della nostra popolazione e a fronte di riduzioni al settore che arrivano dallo Stato”.
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