“Nei giorni scorsi ha destato grande preoccupazione la notizia dell’importazione in Piemonte di parte dei rifiuti provenienti da Roma a seguito della chiusura della discarica di Malagrotta e dell’aggiudicazione da parte di un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Ecoltecnica, Smaltimenti controllati S.M.C. e Settentrione Trasporti della gara indetta da AMA S.p.A per il conferimento in discarica di circa 26 mila tonnellate ogni due mesi. Oggi l’Assessore Ravello ha risposto alla nostra interrogazione, nella quale chiedevamo chiarimenti sulla tipologia dei rifiuti e sul luogo di stoccaggio, considerato che i siti di Chivasso ed Alice Castello (gestiti rispettivamente da S.M.C e da Ecoltecnica) soffrono già di gravissimi problemi ambientali e di inquinamento delle falde acquifere. La risposta dell’Assessore è stata tutt’altro che tranquillizzante. La Regione Piemonte non è stata minimamente coinvolta nell’operazione, poiché le leggi vigenti in materia pongono obblighi di autosufficienza nella gestione dei rifiuti urbani per il cosidetto “tal quale”, ma non nel caso del materiale in questione, che sono rifiuti urbani trasformati, tramite trattamento meccanico biologico, in residuo secco o CDR (Combustibile da Rifiuti). Mentre per il primo è obbligatoria un’intesa tra le Regioni per portarli fuori, per questi rifiuti, non pericolosi con codice CER 191212, si basa su contratti commerciali tra privati . Alla Regione spetterebbe quindi solo un compito di vigilanza, e l’Assessore ha comunicato che il 3 ottobre (giorno successivo all’inizio dello sversamento) l’Arpa ha effettuato un’ispezione presso la discarica Chivasso 0, nella quale ha rilevato che la composizione merceologica del rifiuto appariva coerente con il codice di classificazione e non dava origine ad emissioni odorigene distinguibili dagli altri rifiuti deposti. Per la discarica di Alice Castello, ancora aspettiamo i dati dell’Arpa. I cittadini del chivassese dovrebbero quindi mettersi il cuore in pace: chi con una gestione scellerata ha già creato gravissimi danni ambientali può continuare a fare affari (il conferimento porterà nelle loro casse circa 113 euro a tonnellata), i soggetti pubblici non possono fare altro che “controllare”, mentre chi abita nelle zone conivolte continua a subirne i danni. Lo ripetiamo nuovamente: non è più rimandabile l’adozione di provvedimenti legislativi – a livello regionale e nazionale – che permettano da subito un superamento delle discariche e degli inceneritori, con autosufficienza regionale, una gestione basata su riduzione della produzione di rifiuti, la gestione a freddo ed il riciclo del materiale residuo, con pesanti sanzioni alla politica che non fa la raccolta differenziata”.
Bono, M5S: “I romani non fanno la raccolta differenziata e i rifiuti vengono in Piemonte”
Davide Bono
Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte
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