Oggi, il presidente provinciale Coldiretti, Roberto Cabiale, ha fatto spedire ai Sindaci dell’Astigiano una lettera per dare avvio alla possibilità di bruciare in loco il materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture. “Al fine di permettere ai nostri agricoltori di riprendere al più presto – scrive Cabiale ai primi cittadini – una pratica agricola millenaria, sperando di farLe cosa gradita e con l’intenzione di dare un nostro contributo, inviamo una bozza di Ordinanza Sindacale in materia di combustione controllata sul luogo di produzione di residui vegetali”. Dopo anni di sollecitazioni e richieste, contravvenzioni e contenziosi, grazie alla recente emanazione del Decreto Legge 91, il Governo ha finalmente escluso, dal campo di applicazione delle sanzioni in materia di gestione e combustione illecita di rifiuti, le attività di combustione in loco di materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture. Con le ordinanze dei sindaci, ad esempio, sarà possibile eliminare i sarmenti prodotti da migliaia di viticoltori. “Alcuni Sindaci hanno già recepito l’importanza di questo provvedimento – sottolinea il direttore provinciale Coldiretti, Antonio Ciotta – contiamo, date le necessità delle imprese agricole dell’Astigiano, che tutti i 118 Comuni della nostra provincia provvedano all’applicazione della nuova legge”. Praticamente, assimilando la bruciatura del materiale di potatura o gli sfalci allo smaltimento di rifiuti su suolo agricolo, si intende anche contrastare la diffusione di pericolose malattie delle piante. Non va inoltre trascurato come la trinciatura meccanica dei sarmenti di potatura in collina e su appezzamenti caratterizzati da elevata pendenza, possa costituire un rischio rilevante per gli operatori. In pratica è stato trovato un punto di equilibrio tra la necessità di prevenire gli incendi, la lotta allo smaltimento abusivo di rifiuti e l’innegabile necessità del mondo agricolo di provvedere, in molte situazioni, allo smaltimento sul posto di prodotti vegetali derivanti da normali pratiche agricole. “La norma – puntualizza il presidente Coldiretti nella missiva – dispone che è consentita la combustione in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro nelle aree, nei periodi e negli orari individuati dall’ordinanza del Sindaco. Resta beninteso che la combustione è sempre vietata nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, indicati dalle Regioni”. “Ha prevalso il buon senso – conclude Ciotta, direttore Coldiretti Asti -, era a tutti evidente come i costi di smaltimento, compresi eventuali inquinamenti ambientali, potessero essere inferiori in caso di auto eliminazione in loco, rispetto alla consueta gestione dei rifiuti”.
Stati generali degli agricoltori under 35
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