Si sposta in Regione la mobilitazione dei sindaci delle terre Unesco per la riattivazione della linea ferroviaria Casale Monferrato-Asti-Alba. Un confronto con il presidente Chiamparino è stato chiesto ieri al termine dell’incontro ospitato al Centro culturale San Giuseppe di Alba: oggi i consiglieri regionali Angela Motta e Federico Valetti si attiveranno per fissare la data. Questo l’impegno assunto di fronte a una folta rappresentanza di sindaci e amministratori locali, invitati alla riunione indetta dal Tavolo tecnico sulla mobilità sostenibile sotto il patrocinio dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato. La richiesta di un incontro con Chiamparino è nata dopo le dichiarazioni della presidente dell’Agenzia della mobilità piemontese, Cristina Pronello, secondo cui non ci sono risorse per riaprire la linea (occorrono lavori per consolidare la galleria Ghersi e il versante collinare, ha indicato, o in alternativa per costruire una bretella). Non ha raccolto consensi la sua proposta ai Comuni di istituire, sul modello francese, una tassa a favore dei trasporti: i sindaci, attraverso il moderatore Marco Devecchi, hanno sollecitato i consiglieri regionali Motta e Valetti a fissare un incontro con Chiamparino per verificare le risorse sui trasporti messe a bilancio per il 2017 e approfondire i costi indicati da RFI per la riattivazione della Casale-Asti-Alba (18 milioni di euro) e altre ferrovie minori insistenti sul territorio Unesco. In apertura dei lavori, la premessa di Domenico Catrambone, coordinatore del Tavolo tecnico: “Dipende da come vogliamo guardare la questione: la riattivazione della linea può essere vista come un costo o come un investimento per il territorio”. La necessità di riaprire lo storico collegamento è stata ribadita nei molti interventi che si sono susseguiti, partendo dal sindaco di Alba Maurizio Marello (“non stiamo parlando di un ramo secco, oggi molti studenti e lavoratori sono mal serviti dal servizio sostitutivo di autobus”) per proseguire con gli amministratori dei centri maggiori (Asti, Casale, Acqui Terme) e dei molti minori presenti in sala. “La rete ferroviaria è un diritto dei cittadini e un’opportunità per lo sviluppo turistico” ha sintetizzato Gianfranco Comaschi, presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato. E’ stata anche sottolineata la valenza turistica della Casale-Asti-Alba, tanto più dopo il riconoscimento del sito Unesco: Giovanni Periale (Tavolo tecnico) ha ricordato che “in Parlamento è pronto il progetto per le ferrovie turistiche: un’importante opportunità ”. “Sulla riattivazione della linea – ha ribadito Giovanna Beccuti, presidente dell’Asp, che ha promosso la costituzione del Tavolo tecnico – ci muoviamo come un unico territorio, secondo una logica di bacino indicata dalla Regione: in questo caso insieme ad Asti e Alessandria c’è anche Cuneo, cioè l’intero Sud Piemonte coalizzato su un obiettivo comune”. Un appello sottoscritto dai sindaci a fine incontro chiede che “sia posta tra le priorità dell’Agenzia regionale della mobilità e della Regione la riattivazione della linea ferroviaria (Milano)-Casale Monferrato-Asti-Alba-(Cuneo) e che venga condotto, a questo scopo, uno studio complessivo delle problematiche esistenti, mettendo in luce le opportunità economico-sociali ed ambientali che potrebbero scaturire e definendo le modalità di finanziamento – anche a livello europeo – mediante la messa a punto delle collaborazioni e sinergie più utili con altri enti e istituzioni per conseguire questi obiettivi”.
Casale-Asti-Alba: la richiesta dei sindaci Unesco per un incontro con Chiamparino
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