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Nel periodo gennaio-settembre 2025 il valore delle esportazioni piemontesi di merci sale a 46 miliardi di euro
Marianna Natale 
12 Dicembre 2025

Nel periodo gennaio-settembre 2025 il valore delle esportazioni piemontesi di merci sale a 46 miliardi di euro

Nel periodo gennaio-settembre 2025 il valore delle esportazioni piemontesi di merci sale a 46,0 miliardi di euro dai 45,2 miliardi dei primi nove mesi del 2024, segnando un aumento tendenziale dell’1,7%. Nel dettaglio dei singoli trimestri emerge come alle variazioni del -1,3% e del +0,4% rispettivamente registrate nel I e nel II trimestre, sia seguita una crescita del 6,3% nel periodo luglio-settembre 2025.

Nel complesso dei primi nove mesi dell’anno il valore delle importazioni di merci è risultato pari a 34,7 miliardi di euro, per un aumento tendenziale del 4,6%; il saldo della bilancia commerciale si è confermato, dunque, positivo per 11,3 miliardi di euro, a fronte dei 12,0  miliardi del periodo gennaio-settembre 2024.

“Il ritorno al segno più delle nostre esportazioni è la prova della straordinaria capacità di reazione del tessuto imprenditoriale piemontese , che continua a eccellere grazie a filiere solide come l’agroalimentare e la metallurgia. Tuttavia, non possiamo ignorare le criticità strutturali dell’automotive: serve una politica industriale urgente e coraggiosa per governare una transizione che sta colpendo i produttori di veicoli, ma che vede la nostra componentistica resistere con tenacia. Dobbiamo difendere la nostra competitività in Europa e recuperare terreno sui mercati globali più complessi, garantendo alle imprese la stabilità necessaria per investire nel futuro” ha commentato Gian Paolo Coscia, Presidente di Unioncamere Piemonte.

Nell’intervallo temporale gennaio-settembre 2025, la crescita tendenziale dell’export nazionale in valore (+3,6%) è stata il risultato di dinamiche territoriali differenziate: sono aumentate le vendite all’estero per il Centro (+14,3%) e, in misura più contenuta, per il Sud (+3,2%) e per il Nord-ovest e il Nord-est (per entrambi +1,9%); mentre si è rilevata un’ampia contrazione per le Isole (-7,3%).

La crescita tendenziale dell’export nazionale è stata trainata soprattutto dalle maggiori vendite delle regioni del Centro. Toscana e Lazio hanno fornito, infatti, gli impulsi positivi maggiori, contribuendo a spiegare oltre i tre quarti della crescita su base annua dell’export italiano. All’opposto, Sicilia e Sardegna hanno prodotto i contributi negativi più ampi.

L’analisi dell’export regionale per i primi nove mesi del 2025 conferma la gerarchia consolidata, con la Lombardia in testa (25,7% del totale nazionale), seguita da Emilia-Romagna (13,1%), Veneto (12,4%), Toscana (11,5%) e Piemonte (9,6%).

I dati mettono in luce una fortissima concentrazione territoriale: queste sole cinque regioni generano, complessivamente, il 72,3% di tutto l’export italiano, lasciando al resto della Penisola una quota residuale inferiore al 28%.

In termini di dinamica si evidenzia la brillante performance della Toscana le cui esportazioni, grazie alle vendite di articoli farmaceutici, prodotti della metallurgia, prodotti chimico-medicinali e botanici, segnano un incremento a doppia cifra (+20,2%).

La Lombardia registra una crescita pari all’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: un’intensità analoga si registra in Piemonte, dove l’export mette a segno un +1,7% in termini tendenziali. Più orientate alla stabilità le vendite oltre confine di Emilia Romagna (+0,5%) e Veneto (-0,6%).

Nei primi nove mesi del 2025, l’andamento delle esportazioni piemontesi in termini settoriali si è mostrato fortemente eterogeneo.

 Nonostante la diminuzione segnata nel periodo in esame, i mezzi di trasporto si confermano, anche nei primi nove mesi del 2025, il primo comparto delle esportazioni in termini di contributo fornito al totale regionale (con una quota del 20,5%). Tuttavia, questo comparto ha registrato la maggiore flessione in termini di variazione percentuale, segnando un -5,9% rispetto all’analogo periodo del 2024.

All’interno dei mezzi di trasporto, l’export di autoveicoli ha accusato la contrazione più elevata (-17,2%). La componentistica autoveicolare ha registrato, invece, una crescita del 3,8%. Un trend negativo ha caratterizzato la nautica (-10,6%) e il ferro-tranviario (-3,2%), mentre sono cresciute le vendite oltre confine del settore aerospaziale (+3,7%).

Anche il settore della meccanica (Macchinari e apparecchi n.c.a.), pur mantenendo una quota rilevante (17,2%), sconta una flessione pari al 4,6%, suggerendo difficoltà persistenti in uno dei comparti tradizionalmente più pesanti per l’export. Un’ulteriore battuta d’arresto si osserva nel settore degli articoli in gomma e materie plastiche, che flette del 2,2%.

Settori come il tessile (+1,4%) e la chimica (+0,7%) hanno mostrato una crescita più moderata o una sostanziale stazionarietà, contribuendo in misura minore alla variazione positiva complessiva.

La spinta decisiva all’aumento delle esportazioni piemontesi è generata principalmente da filiere che mostrano un dinamismo eccezionale, tra queste quella dei metalli che si rivela vera protagonista della crescita, con un balzo in avanti pari al +14,6%. Parallelamente, il settore dei prodotti alimentari, bevande e tabacco si conferma un pilastro solido dell’export, registrando un robusto incremento del 7,7% e detenendo una quota significativa del 15,2% sul totale. Un risultato analogo, sempre pari al +7,7%, è stato raggiunto anche dai prodotti delle altre attività manifatturiere.

L’analisi per mercati di sbocco segnala una dinamica positiva delle esportazioni dirette ai partner comunitari(+2,7%) e una sostanziale stazionarietà per quelle destinate ai restanti Paesi (+0,1%).

Nei primi nove mesi del 2025 il bacino dell’Ue 27 ha attratto il 60,7% dell’export regionale, mentre il 39,3% si è diretto verso mercati extra-Ue 27.

Francia e Germania si confermano, anche nel periodo in esame, i principali partner commerciali del Piemonte,assorbendo rispettivamente il 14,9% e il 13,5% delle esportazioni locali, seguiti da Stati Uniti e Spagna, con quote del 7,5% e 6,5%. Il confronto con i primi nove mesi del 2024 evidenzia ancora un calo verso il mercato francese (-1,2%), mentre si rileva una crescita delle vendite dirette in Germania (+1,9%).

Le esportazioni dirette verso gli USA hanno subito una battuta d’arresto rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (-9,4%), con la conseguente riduzione di un punto percentuale del peso che questo mercato esercita sulle vendite all’estero piemontesi.

Il valore delle esportazioni regionali verso la Spagna appare, invece, in forte espansione nel confronto con lo stesso periodo del 2024 (+9,8%).

Tra i restanti partner comunitari, la Polonia ha generato il 5,2% dell’export di merci piemontesi, in debole crescita (+0,8%) rispetto ai primi nove mesi del 2024, cui seguono Belgio, Paesi Bassi e Repubblica Ceca, con dinamiche fortemente eterogenee: le vendite dirette in Belgio sono aumentate del 2,3% su base annua, quelle riservate ai Paesi Bassi hanno segnalato un calo del 2,8%, mentre la Repubblica Ceca ha segnato uno sviluppo pari all’1,4%.

Al di fuori dei confini comunitari, la Svizzera ha assorbito il 4,6% delle esportazioni piemontesi, evidenziando una forte espansione (+62,0%), dovuta all’incremento della vendita di prodotti in metallo e prodotti della gioielleria, mentre il Regno Unito (-5,7%) e la Cina (-13,6%) hanno subito contrazioni di intensità consistente.

Il dato regionale rappresenta la sintesi di dinamiche territoriali differenziate. Torino si conferma prima per contributo fornito alle esportazioni piemontesi, con una quota del 42,8%, pur avendo registrato un andamento piatto del valore delle merci esportate (+0,4%). Segue la provincia di Cuneo, che ha generato il 17,5% dell’export regionale, in calo dell’1,4% rispetto al periodo gennaio-settembre 2024. Il risultato migliore in termini di dinamica è, però, quello messo a segno dalle vendite oltre confine della provincia di Alessandria, cresciute del 8,7% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno.

Novara e Vercelli hanno determinato rispettivamente l’11,2% e il 5,8% delle vendite piemontesi all’estero, le prime in aumento rispetto ai primi nove mesi del 2024 del 6,0%, le seconde in crescita del 4,7%. Tra i restanti territori, Asti e Biella hanno scontato flessioni dell’export del 1,7% e 2,4%, mentre il Verbano C.O. ha evidenziato una flessione tendenziale del 3,1%.

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