Alberizia e Centrone sono in Italia: “L’attenzione deve passare alla Palestina”
“Prima di tutto voglio dire grazie a chi ha lavorato , il console, il ministro Tajiani e le persone comuni. Vorrei che però l’attenzione passasse alla Palestina, a Gaza”. Sono queste le prime parole di Leonarda “Dina” Alberizia l’ex educatrice di 67 anni di Albugnano arrestata insieme a un altro italiano Domenico Centrone e ad altri attivisti di un convoglio di terra della Global Sumud Flotilla e liberata ieri sera. L’aereo proveniente da Tunisi è atterrato intorno alle 12.50 all’aeroporto di Fiumicino riportando così finalmente in Italia dopo un mese di detenzione i due attivisti che erano stati arrestati in Libano mentre c cercavano di portare aiuti umanitari a Gaza e accusati di ingresso illegale.
“Il motivo per cui noi ci siamo trovati in prigione per un mese è proprio perché abbiamo partecipato a un convoglio umanitario, perché siamo persone comuni che non riescono a tollerare di non fare qualcosa per modificare la situazione a Gaza – ha continuato Alberizia -. Sotto gli occhi del mondo è nato un genocidio, la distruzione di un popolo. Noi abbiamo fatto quello che possiamo e che riusciamo e mi sento di chiedere al nostro governo di fare tutto quello che può. Credo che ci siano misure che si possono adottare per fare rispettare il diritto internazionale e io mi aspetterei sanzioni ed embargo per chi non rispetta il diritto internazionale e sta portando avanti un genocidio e continua le violenze in Cisgiordania e bombardamenti in Libano”.
Alberizia è rimasta in cella un mese, assieme all’altro attivista italiano Domenico Centrone che appena messo piede in Italia, ai microfoni dei giornalisti ha voluto rassicurare tutti: “Siamo un po’ acciaccati”. Poi l’affondo: “Quello che abbiamo subito in questi giorni è inaccettabile” E dopo aver ringraziato la diplomazia (“Sappiamo che non è stato facile”) ha comunque voluto accendere i riflettori sulla popolazione palestinese. “Noi abbiamo subito un trattamento da cittadini privilegiati, con passaporti privilegiati, ma la maggioranza delle persone là non subisce questo. Noi lottiamo per chi ogni giorno subisce trattamenti ben peggiori e per i i palestinesi”.