Al Festival delle Sagre piatti e prelibatezze solo del territorio, ma per ogni palato
Ventinove pro loco, decine di ricette della tradizione e centinaia di volontari dietro ai fornelli. Sabato 12 e domenica 13 settembre piazza Campo del Palio torna a trasformarsi nel grande “ristorante a cielo aperto” del Festival delle Sagre Astigiane, arrivato alla 52ª edizione. Due giorni nei quali il centro di Asti ritrova profumi e sapori della cucina contadina, prima della grande sfilata della domenica mattina.
Il numero delle pro loco resta invariato rispetto allo scorso anno: saranno ancora 29. Cambia però la composizione. Nel 2025 le realtà astigiane erano 28, affiancate dalla pro loco siciliana di Milena, ospite del Festival con la ‘mbriulata e il cannolo. Quest’anno tutte le casette saranno, invece, espressione del territorio, grazie all’ingresso di Portacomaro Stazione, che debutta con una novità: il primo menu interamente senza glutine certificato del Festival.
In piazza ci saranno quindi Antignano, Azzano d’Asti, Callianetto, Calliano, Cantarana, Casabianca, Castell’Alfero, Castellero, Castelnuovo Calcea, Cortazzone, Cunico, Mombercelli, Mongardino, Montechiaro, Montiglio Monferrato, Nizza Monferrato, Portacomaro Stazione, Quarto d’Asti, Revignano, San Damiano, San Marzanotto, Serravalle, Sessant, Tonco, Valenzani, Variglie, Viarigi, Villafranca e Villanova. Un giro della provincia che si potrà fare, ancora una volta, senza uscire da piazza del Palio.
Il menu conserva molti dei piatti che negli anni sono diventati quasi inseparabili dalle rispettive casette. Calliano torna con gli agnolotti d’asino a 7 euro, Cortazzone con le tagliatelle all’uovo al tartufo a 6,50, Cunico con gli gnocchi alla cunichese a 4,50, Mongardino con il risotto alla Barbera a 4 euro. A Montiglio si ritrovano le uova al tegamino con tartufo e polenta a 7 euro, mentre Nizza propone la belecauda a 5 euro. San Damiano resta fedele alla salsiccia alla Barbera, 5,50 euro, Villafranca alle tagliatelle ai porcini, 4,50, e Viarigi agli agnolotti con sugo d’arrosto, 6 euro. Tra i secondi più sostanziosi ci sono il bollito misto di Villanova e l’arrosto di scottona di Castellero, entrambi a 7 euro.
Non mancano le preparazioni più semplici della cucina contadina, forse quelle che meglio restituiscono lo spirito originario delle Sagre: la friciula con il lardo di Mombercelli costa 4 euro, la soma d’aj bianca con uva di Revignano 2,50, il crostone con bagnèt e acciughe di San Marzanotto 3,50. Poi trippa, lingua, tonno di coniglio, carne cruda, peperoni con bagna cauda, risotti e tartufo, fino ai dolci di nocciole, pesche ripiene, bunèt, zabaione al Moscato e antiche torte di pane.
Sul fronte dei prezzi, il confronto con il 2025 restituisce aumenti diffusi ma generalmente contenuti, spesso limitati a 50 centesimi. Il vitello tonnato di Cantarana sale da 5 a 5,50 euro e le sue pesche ripiene da 3 a 3,50; la trippa di Castell’Alfero passa da 6 a 6,50 euro, mentre curiosamente la testa in cassetta scende da 4 a 3,50. A Variglie la lingua passa da 4,50 a 5 euro e i friciulin da 2,50 a 3; a Nizza la belecauda sale da 4,50 a 5 euro. Anche le pesche al Malvasia di Cortazzone aumentano di 50 centesimi, da 2,50 a 3 euro. Molte delle specialità più richieste, però, mantengono il prezzo dello scorso anno: gli agnolotti d’asino di Calliano restano a 7 euro, le tagliatelle al tartufo di Cortazzone a 6,50, gli gnocchi di Cunico a 4,50 e il risotto alla Barbera di Mongardino a 4.
Il Villaggio gastronomico aprirà sabato 12 settembre alle 18.30 e proseguirà fino a mezzanotte; domenica i fornelli torneranno ad accendersi alle 11.30, dopo la sfilata contadina, e resteranno in funzione fino alle 22. La sfilata partirà alle 9.30 da corso Matteotti e attraverserà il centro storico prima di raggiungere piazza Campo del Palio. Quella del 2026 potrebbe essere una delle ultime edizioni nella tradizionale formula concentrata tra sabato sera e domenica: tra le ipotesi allo studio per il futuro c’è infatti l’estensione del villaggio gastronomico anche al venerdì sera.
Ad accompagnare i piatti ci sarà come sempre la Cantina delle Sagre, curata dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Il calice con la prima degustazione costa 5 euro, mentre le successive mescite costano 2,50 euro. Tra le novità di quest’anno c’è la possibilità di acquistare il calice anche online in prevendita, pensata per alleggerire le code alle casse.
Domenica mattina, prima di tornare a tavola, spazio alla seconda anima del Festival: quella della memoria. Migliaia di figuranti, carri, trattori e attrezzi d’epoca racconteranno il mondo delle campagne astigiane tra Ottocento e Novecento, seguendo idealmente il ciclo delle quattro stagioni. Una grande rappresentazione collettiva che costituisce il cuore delle Sagre e che ha contribuito a farne uno degli appuntamenti più frequentati del Settembre Astigiano: il racconto di ciò che un tempo si faceva nei campi e di ciò che da quei campi finiva sulla tavola, oggi trasformato in un menu da costruire spostandosi da una casetta all’altra.
> Elena Fassio