“Carlo: ultimo giorno all’alba alla Mario Musso” protagonista al 20esimo raduno del primo raggruppamento Alpini di Saluzzo, che ha accolto oltre 20.000 penne nere nella tre giorni di Adunata.
Il libro dell’autore astigiano Angelo Ingrasci ha infatti saputo conquistare gli apprezzamenti di pubblico e critica nel corso della presentazione ufficiale ospitata all’interno dell’Oratorio Don Bosco di via Donaudi.
Nell’occasione, oltre ai moltissimi alpini provenienti da tutto il nord-ovest d’Italia, erano presenti Fabrizio Pighin (presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Asti), il generale Giacomo Verda (ex capitano della Caserma Mario Musso del GAM di Aosta di Saluzzo) e l’intero Gruppo di San Marzanotto ANA sezione di Asti, guidato da Giuseppe Giacosa.
Grazie ai racconti dell’artigliere Franco Oberti e le letture di Simona Giordano (speaker di Radio Alba), ecco così che, a pochi metri dalla storica Caserma Mario Musso, lo scrittore Angelo Ingrasci ha ripercorso e condiviso con i presenti i ricordi della naja vissuti all’interno della struttura militare piemontese, frammenti indelebili di una gioventù che l’autore ha trascorso tra paure e incertezze, ma anche tra gioie e divertimenti. Dalle faticose marce ad alta quota, ai muli, dalle adunate ai canti in compagnia, passando per i tanto agognati giorni di licenza. Sono tantissime le sensazioni che Carlo, il protagonista del libro (alias Angelo Ingrasci), ha vissuto durante i 12 mesi di leva obbligatoria.
Un tourbillon di emozioni, che nel libro si intreccia con i racconti del suocero Rino, anche lui penna nera, ma in prima linea nel corso del secondo conflitto mondiale. Le due storie, seppur così diverse per tempi storici, fatti ed avvenimenti, si accomunano per valori e per l’irrefrenabile spirito alpino, fatto di fratellanza e solidarietà, virtù che neanche il tempo, mai e poi mai, riuscirà a scalfire.
“Carlo: ultimo giorno all’alba alla Mario Musso”, Team Service Editore, rappresenta la terza fatica letteraria di Angelo Ingrasci dopo “La Giostra di Legno” (2015) e “Le meridiane nel cassetto” (2013), e per l’autore astigiano, non vuole solamente essere un modo per ripercorrere un momento chiave della propria vita, ma anche per aiutare e sostenere il prossimo, come vuole il tradizionale “spirito alpino”. Grazie alla collaborazione del Gruppo di San Marzanotto ANA sezione di Asti, infatti, la penna nera Ingrasci ha deciso di devolvere parte del ricavato delle vendite del libro alle popolazioni terremotate dell’Italia Centrale, contribuendo così in maniera concreta e reale al processo di ricostruzione del post sisma.
“Carlo: ultimo giorno all’alba alla Mario Musso” è il racconto di una storia di vita vissuta in cui le vicende militari sono protagoniste dalla prima all’ultima pagina, un dèjà vu lucido e preciso che è comune a tutte le penne nere che hanno vissuto la naja, perché: “Per il soldato che si congeda tutto termina quel giorno, rimanendo sostanzialmente un ricordo particolare di esperienza di vita vissuta, ma per l’alpino non è così. Gli alpini non sono commilitoni o semplici amici, gli alpini sono fratelli per tutta la vita”.

Stefano Vergano