SAN DAMIANO – Come prepararsi all’apertura, nel 2010, della Casa della Salute di San Damiano? L’Asl AT ha scelto la via del dialogo confrontandosi, ieri sera per oltre due ore, con medici di famiglia, amministratori e cittadini nell’incontro promosso con il Comune al Cinema Cristallo; toni distesi e molte cose da chiedere: così la platea (in prima fila i medici di base e i sindaci della Comunità Collinare Colline Alfieri) ha partecipato al confronto, che si è aperto con l’auspicio del sindaco Mauro Caliendo: “Mi auguro che la Casa della Salute mantenga e migliori ulteriormente lo standard qualitativo dei servizi offerti al territorio. Informare la comunità significa anche superare perplessità o errate convinzioni”.
“Tutti i cambiamenti – ha spiegato Luigi Robino, direttore generale dell’Asl AT – sollevano problemi: noi li affrontiamo, con la volontà di risolverli, insieme ai medici di famiglia, che sono parte integrante dell’Azienda sanitaria. Con la Casa della salute puntiamo su un modello di sanità nuova, in rete con gli altri servizi e l’ospedale, per garantire visite ed esami, tagliando sui tempi di prenotazione e attesa. L’esperienza del poliambulatorio di Canale, di cui in questi giorni qualcuno parla a San Damiano, la consideriamo comunque valida, ma superata”.
Accolta la richiesta dei medici di famiglia, destinati a operare, attraverso il gruppo di cure primarie, nella Casa della Salute: “Tra un anno – ha detto Robino – la struttura, attualmente in costruzione, sarà attiva. Siamo comunque disponibili a mantenere, per un certo periodo, la loro presenza anche in quella che oggi è la sede del Distretto in funzione nel concentrico”. Rispondendo alle domande del pubblico: “Nessun cittadino – ha sottolineato il direttore generale – perderà il proprio medico di base, quando questo si trasferirà, insieme ai suoi colleghi, nella Casa della Salute”.
“Semmai – ha spiegato Antonio Parisi, direttore del Distretto Asti Nord – la presenza dei medici di famiglia sarà rafforzata. Nella struttura di Nizza gli undici camici bianchi operano, a turno, dalle 8,30 alle 20. Le visite al cittadino vengono assicurate con accesso diretto e su prenotazione: chi ha bisogno di farsi prescrivere un farmaco o di essere visitato e non trova il proprio medico, perché impegnato sul territorio, può rivolgersi ai professionisti presenti in quel momento in ambulatorio. Operare in questo modo significa garantire più salute e sicurezza”.
Parlando dei servizi attivati a Nizza, Parisi ha illustrato come funziona la Casa della Salute, portando esempi concreti sul modello innovativo di sanità che l’Asl sta applicando: partendo dalla telemedicina (esecuzione di esami, come l’ecografia, con refertazione immediata da parte del medico specialista dell’ospedale) per passare allo sportello socio-assistenziale, decisivo per costruire il percorso di cura e riabilitazione più appropriato di soggetti fragili, come gli anziani, una volta dimessi dall’ospedale.
Un salto di qualità nel modo di prendersi cura della salute del cittadino, ha spiegato Anna Paola Fea, responsabile della Cure primarie, che guarda anche alla prevenzione attiva: “Attivando cioè programmi che, partendo dallo studio delle patologie più diffuse sul territorio, sottoponga la popolazione a controlli per approfondire il rischio di ogni soggetto nello sviluppare la malattia”.
Garanzie sul mantenimento dei servizi anche agli amministratori degli altri centri delle “Colline Alfieri”: “I medici di base non chiuderanno gli ambulatori – ha rassicurato Robino – ma opereranno in rete, attraverso il collegamento telematico, con il gruppo di cure primarie attivo nella Casa della Salute”.
A fine incontro, il plauso della consigliera regionale Angela Motta “ai sindaci delle passate amministrazioni e a quelli di oggi che hanno compreso l’importanza di queste nuove strutture realizzate dall’Asl, e finanziate con contributi corposi dalla Regione, senza diventare ostaggio di contrarietà o contestazioni superate questa sera con il dialogo”.
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