E’ tornato all’Asp dopo sette anni, per diventarne presidente al posto di Gianni Bertolino. Parliamo di Paolo Bagnadentro, storico esponente della sinistra astigiana, già capitano del Palio, avvocato amministrativista tra i più conosciuti in città . Non si può parlare di scelta inaspettata, in quanto già lo scorso anno all’indomani della vittoria di Fabrizio Brignolo, da più parti veniva indicato alla presidenza dell’ex municipalizzata, forte di una precedente esperienza di ben sette anni come consigliere di amministrazione. Lo incontriamo a pochi giorni dalla nomina, avvenuta giovedì scorso, durante un’assemblea straordinaria convocata proprio per rinnovare i consiglieri espressione del comune di Asti, socio di maggioranza. Da sette anni non è più nel CdA dell’Asp. Si aspetta di trovare l’ex municipalizzata come l’aveva lasciata o un po’ diversa? Rispetto alla mia ultima esperienza, sono cambiati due amministratori delegati. Ho lasciato Lenotti, poi c’è stata l’esperienza di Panero, ora c’è Golzio. Sono cambiati anche alcuni dirigenti delle business unit, ma gran parte dello staff amministrativo è rimasto. In questi anni l’azienda ha tenuto bene, acquisito importanti certificazioni, si è consolidata nei settori tradizionali. Proprio l’attività dell’Asp per molti è il suo limite, molto concentrata sul core business tradizionale delle municipalizzate, trasporti, igiene urbana e acquedotto. Cosa ha in mente per l’immediato futuro? Immagino l’azienda come un giano bifronte, impegnata a confermare quello che già sa fare piuttosto bene, ma con lo sguardo rivolto a diversi modelli di sviluppo. Abbiamo maestranze con preziose esperienze, stratificate nel tempo, mestieri che non si possono imparare in pochi mesi, ma che si acquisiscono con il tempo. Dobbiamo puntare su queste abilità , conoscerle e valorizzarle. Nelle prossime settimane ho in mente una profonda ricognizione nelle varie business units, prenderò i bus, anche se abitualmente non li uso perché giro la città in bici, mi metterò il giubbotto arancione per salire sui mezzi di raccolta rifiuti, mi farò spiegare i segreti del nostro acquedotto. Voglio condividere l’attività dei nostri dipendenti, mostrare che è il loro lavoro a far grande l’azienda. In questi anni ha osservato l’attività di Asp come controllore, dal Consiglio Comunale. Cosa l’ha soddisfatto di più e cosa meno? Innanzitutto ringrazio chi ha gestito l’azienda in questi anni, l’ha mantenuta sana, con bilanci in ordine. Non è cosa da poco. Certo riconosco anch’io che è un po’ ferma, arroccata sulle sue certezze. Finora è andata bene così, ma credo non basti più. In questo scenario economico penso che se staremo fermi, andremo indietro. Dobbiamo crescere, affacciarci in settori non tradizionali, senza dimenticare la nostra mission storica. Non penso a strappi, perché ritengo la continuità un valore e ho la massima stima dei presidenti che mi hanno preceduto, da cui ho imparato molto. Penso a una crescita graduale, aiutati anche dalla task force del Comune, dalle idee della Giunta. Come potrà l’Asp accrescere la propria utilità per i cittadini e l’azionista di maggioranza, magari aumentando gli utili distribuiti? Da un lato dovrà continuare a fare bene nei settori tradizionali, anche se è difficile far crescere più di tanto i margini nei trasporti e nell’acquedotto. Qualcosa di più si può fare sulla raccolta rifiuti. Penso a un ruolo attivo, propositivo dell’azienda nei settori dove ha più esperienza, come la viabilità . Per aumentare i margini bisognerà agire nei settori nuovi, penso ai parcheggi, all’energia. Per il teleriscaldamento ci andrà un po’ più di tempo, dovremo acquisire un know-how che ora non abbiamo, ma credo che fra qualche mese anche Asti avrà la sua centrale di teleriscaldamento . Massimiliano Bianco
Tre domande a… Paolo Bagnadentro
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