Dopo anni di sollecitazioni e richieste, contravvenzioni e contenziosi, finalmente si potranno eliminare i sarmenti direttamente nei vigneti. E’ un provvedimento che nell’Astigiano riguarda migliaia di viticoltori fin’ora costretti a smaltire i cosiddetti tralci derivanti dalla potatura delle viti. Una norma contenuta in una nuova legge, fortemente sollecitata da Coldiretti Piemonte, permette la combustione controllata del materiale agricolo e forestale derivante da sfalci di potature o ripuliture, sul luogo di produzione delle stesse. La nuova disposizione, contenuta nel pacchetto “#campolibero”, che accoglie molte delle proposte sostenute da Coldiretti, riconosce la sostanziale differenza tra le attività di gestione dei rifiuti e le consuetudinarie pratiche agricole di gestione sul luogo di produzione di piccoli quantitativi di scarti vegetali. “Con questo provvedimento – commenta Roberto Cabiale, presidente Coldiretti Asti e vice presidente di Coldiretti Piemonte – viene finalmente ricondotta a ragionevolezza la normativa che, assimilando la bruciatura del materiale di potatura o gli sfalci allo smaltimento di rifiuti su suolo agricolo, aveva reso inattuabile una pratica millenaria, peraltro spesso raccomandata quando si voglia contrastare la diffusione di pericolose malattie delle piante. Non va inoltre trascurato il fatto che la trinciatura meccanica dei sarmenti di potatura in collina e su appezzamenti caratterizzati da elevata pendenza, può costituire un rischio rilevante per l’operatore”. “Grazie alla costante azione svolta da Coldiretti – evidenzia il direttore regionale Antonio De Concilio – si è trovato un punto di equilibrio tra necessità di prevenzione dagli incendi, lotta allo smaltimento abusivo di rifiuti e innegabile necessità del mondo agricolo di provvedere, in molte situazioni, allo smaltimento sul posto di prodotti vegetali derivanti da normali pratiche agricole. Ora appare indispensabile ed urgente che i Comuni elaborino le ordinanze per disciplinare a livello locale le corrette modalità di gestione di tali attività”. Precisa Franco Parola Responsabile Servizio Ambiente e Territorio di Coldiretti Piemonte: “La norma dispone che è consentita la combustione in piccoli cumuli ed in quantità giornaliere non superiore a tre metri steri per ettaro nelle aree, periodi ed orari individuati con apposita ordinanza del Sindaco competente per territorio. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata”. “Ha prevalso finalmente il buon senso – sottolinea Antonio Ciotta, direttore Coldiretti Asti -. Era a tutti evidente come i costi di smaltimento, compresi eventuali inquinamenti ambientali, potessero essere inferiori in caso di auto eliminazione in loco, rispetto alla consueta gestione dei rifiuti. Mi permetto di dire che si fa anche giustizia alla letteratura pavesiana. Un falò su una collina inquina meno che far girare un camion, ed è tutta un’altra poesia”.
Tornano i falò sulle colline: la combustione controllata del materiale agricolo non è più un reato
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