“Ho grande dolore per le 22 vittime del vile attacco, ma conosco troppo bene la Tunisia e quest’attentato mi… puzza e non poco. Ma quale ISIS delle balle, a mio avviso, si tratta di un gesto isolato di alcuni fanatici (ben sapendo che sarebbero poi morti) che si sono venduti per qualche migliaio di dollari (ed ovviamente anche con la speranza di trovare le 99 vergini in loro attesa). L’Isis non è né in Libia e quantomeno in Tunisia. Mentre nel primo Stato si tratta delle locali tribù che si sono “votate” al califfato, in Tunisia, dove le istituzioni sono ancora deboli e la corruzione è dilagante (evitiamo poi la riflessione sulla disoccupazione giovanile), fiumi di denaro cominciano ad arrivare (e perché no dall’Arabia Saudita?) con l’unico intento di destabilizzare la laicità dell’ordinamento democratico appena nato. Eppoi si sa, dove c’è casino gli affari sono d’oro. Non si dimentichi che, per noi europei basta anche un piccolo attentato, e subito ci spaventiamo, ciò significa che questi cretini comunque sapevano bene del clamore che avrebbero suscitato le stragi di Charlie Hebdo e del museo Bardo e del conseguente enorme impatto mediatico. In Tunisia, nel profondo sud al confine con la Libia, lo scambio in nero di ogni sorta di cosa è davanti agli occhi di tutti (oltremodo trattasi del passaggio obbligato per i migranti subsahariani che debbono arrivare a Tripoli), questo comporta che eventuali terroristi non hanno nessuna difficoltà a girovagare per quelle zone; ne deriva pure che per trovare armi ed esplosivo esso non sia un grande problema. Sempre quelli delle tribù libiche confinanti, hanno tutto l’interesse a tenere alta la tensione e favorire la destabilizzazione al fine di commerciare soprattutto nella vergognosa tratta degli esseri umani. In questo attacco se da un lato c’è stato un minimo di programmazione (eh… sai che difficile sparare su cittadini inermi in visita ad un museo!), dall’altro non può e né deve essere inserito in un contesto di pianificazione dell’Isis. Infine, signor direttore, non voglio essere facile profeta, ma a breve non sarà difficile prevedere un attentato anche in Marocco, unicamente per far credere che i tagliagole del califfato possono arrivare ovunque essi vogliano. E la nostra Europa? Come affronta tale realtà? “esprime sdegno” ! Ma per favore” Giovanni Boccia
Giovanni Boccia: “Attacco in Tunisia? Meno grave di quanto si creda”
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