Il Consiglio Comunale nel corso della seduta tenutasi martedì 31 marzo ha approvato, ad ampia maggioranza con 21 voti a favore, un astenuto e senza voti contrari, la Variante 31 al Piano Regolatore della Città di Asti. Risultato di un proficuo lavoro preparatorio, condiviso con gli ordini professionali e le associazioni imprenditoriali astigiane, la Variante 31 semplifica le norme e le procedure, eliminando vincoli e adempimenti che ad oggi impediscono o rallentano insediamenti ed ampliamenti di aziende produttive, con importanti ricadute in termini occupazionali. La Variante parziale interviene sia in modo puntuale a livello cartografico sia sulle Norme Tecniche di Attuazione con lo scopo di promuovere gli investimenti produttivi sul territorio, velocizzando nel contempo le procedure urbanistiche, riducendo quindi tempi e costi delle pratiche. Queste le principali misure adottate: viene consentito nelle aree produttive il commercio al dettaglio connesso con l’attività di commercio all’ingrosso; vengono incentivati i cambi di destinazione d’uso, in zona produttiva, dei fabbricati esistenti; le aziende agricole potranno prevedere destinazioni produttive per la lavorazione e trasformazione dei loro prodotti; vengono accolte le richieste di riclassificazione in area agricola di lotti prima edificabili in considerazione dell’incidenza che la tassazione Imu ha assunto per alcune fasce di proprietari; vengono accolte le richieste di rimozione di vincoli a servizi pubblici quando ciò non comporta un incremento della capacità insediativa residenziale; vengono accolte le richieste avanzate da aziende produttive operanti sul territorio che intendono razionalizzare o ampliare l’attività (una ventina di richieste); nelle aree produttive viene rimosso il limite massimo di 250 mq oggi presente per le attività di somministrazione di alimenti e bevande; nelle aree agricole viene consentito, senza il preventivo ricorso al piano di recupero, l’ampliamento fino al 100% della superficie per le unità commerciali esistenti; vengono assimilati alla destinazione residenziale i centri di custodia oraria (Baby Parking) come definiti dalla recente normativa regionale, consentendo la loro apertura anche nelle aree produttive e commerciali; vengono assimilate alla destinazione commerciale le Strutture per il commiato come definite dalla recente normativa regionale; viene consentita nei comparti produttivi di completamento la monetizzazione delle aree per servizi pubblici, per le destinazioni all’uso commerciale e direzionale, fino al 50% del totale. A fronte dei forti incentivi al riuso del patrimonio edilizio esistente, grande importanza è stata riservata alla riduzione di consumo del territorio non ancora edificato: ammonta a ben 111.464 mq la riduzione delle superfici edificabili, equivalenti a ben 22 campi di calcio. Inoltre, per quanto riguarda l’ex Mercato Ortofrutticolo di Corso Venezia, il terzo lotto (ex celle frigorifere), rimasto di proprietà della Città di Asti, è stato ora vincolato ad attrezzature di interesse comune, in quanto destinato a accogliere il Mercato dei Produttori locali. In Val Rilate, viene prevista un’area per servizi pubblici, recependo una richiesta avanzata dalla Pro Loco di Sessant, volta alla realizzazione di impianti sportivi e di aggregazione sociale. Altresì, viene riconosciuta la destinazione a servizi dell’immobile per la sede dell’Opera Pia Milliavacca, favorendo la rigenerazione di un immobile storico di pregio, ubicato nel cuore della nucleo urbano cittadino, tra Via Milliavacca e Via Giobert. Nell’Area del Parco Biberach viene esteso il vincolo a parco, rimuovendo la previsione di una strada e di un parcheggio, in modo da tutelare il verde pubblico. Grande soddisfazione ha espresso il vicesindaco con delega all’Urbanistica Davide Arri per l’approvazione ad ampia maggioranza della Variante 31. “E’un passaggio davvero importante del percorso di semplificazione e velocizzazione delle pratiche urbanistiche – commenta – già instaurato da questa Amministrazione con la definitiva eliminazione della Commissione Edilizia, l’attivazione della digitalizzazione dell’archivio edilizio e la presentazione on-line della pratiche urbanistiche: norme chiare e procedure veloci sono le misure più efficaci per favorire lo sviluppo economico”.
Approvato il piano di recupero “Mossotto/Ladame”
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